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01 giu

Festival dell’economia…

In questi giorni a Trento si sta svolgendo il Festival dell’Economia, evento atteso da mezzo Trentino e oltre. Non voglio scrivere un pezzo sulla solita polemica riguardo a “quanto si spende”, “quanti sprechi”, “parole a vanvera”, ecc. ecc. …Non è nella natura di questo blog. Diciamo che preferisco parlare di vacanze, soprattutto di spiaggia. Comuque l’aria che tira nelle stanze dei convegni e tra le parole dei relatori non mi piace. Tante personalità, tanti professori illustri e un tema pregievole: il capitale umano e il capitale sociale. Vorrei sapere però quanti hanno presente che cosa significa questo concetto… No, non mi metto a spiegarlo.Gli unici personaggi che hanno parlato di capitale sociale per davvero (almeno di quelli che ho visto) sono stati Ilvo Diamanti e il grande sociologo Arnaldo Bagnasco. Un piacere ascoltari, spiegavano le cose in termini concreti, senza retorica e senza l’impostazione da accademico a lezione. Riguardo agli altri relatori, bè, diciamo che l’effetto è stato quello di una fiera dell’economia, più che di un festival. Ecco, tutto qua.

29 apr

Taccuino kid e Multa selvaggia

Rileggendo il post precedente, mi è venuto in mente un altro simpatico episodio (e me verranno in mente altri) che riguarda le divise bianco-blu. Era un sabato pomeriggio d’inizio estate, forse quella del 2005, e da vero masochista, invece che andare a prendere il primo sole di stagione o godermi il caldo che avanzava, sono andato a “pompare” in palestra. No, non sono un palestratone, però è un’attività che mi fa scaricare i nervi e nonostante le apparenze la cosa mi rilassa. Finito il mio allenamento allietato da una temperatura molto più che primaverile (stavo grondando), esco dalla palestra, situata a fianco di un centro sportivo, e vado verso la mia macchina. L’unica auto parcheggiata su una strada fuori dal centro e priva di qualsiasi ombra di traffico urbano, extraurbano, autostradale, aereo, navale… Insomma, di lì non ci passava anima viva. Mi avvicino alla portiera e mi cade lo sguardo sul parabrezza… Sotto il tergicristallo.

“Tò, pure qui ti infilano la pubblicità”, povero ingenuo. Era una multa.
” – Meglio se non scrivo la prima parte delle cose che ho detto – “.
“Ma che cazzo, ma guarda te se mi devono fare la multa in mezzo al deserto? Ma sono imbecilli?”. Si, stavo parlando da solo.

Allora che ho fatto? Siccome avevo una macchina fotografica (fortuna versus sfiga), mi sono messo a scattare delle foto alla macchina colpita a morte dalla multa, proprio dietro un cartello mobile che indicava il divieto di sosta a partire dal lunedì successivo. Eccheccacchio, sapevo che c’era, mica ero scemo. In quel momento, con tutto il mio stupore, torna sul luogo del delitto la macchina dei vigili urbani. Incredibile, venivano a cercare altre vittime per batter cassa in comune. Ovviamente li fermo. Seduti nella Subaru, pagata a suon di contravvenzioni, erano in due, entrambi occhiali scuri, forse Rayban.

Si trattava certamente di Taccuino kid e Multa selvaggia.

“Scusate, siete stati voi a farmi la multa?”, palesemente incazzato come una iena.
“Si, era in divieto di sosta, non ha visto i cartelli?” mi risponde Taccuino con fare da sbruffone.
“Quali cartelli, io vedo solo questo che sto fotografando, lei come si chiama?” non fatemi mai incazzare, mi raccomando.
“Senta, i cartelli, quelli fissi lungo tutto il lato della strada sono già lì da qualche giorno”.
“Ho capito, va bene, non li ho visti. Ma le sembra normale fare la multa all’unica macchina parcheggiata sulla strada e comunque… LE SEMBRA TRAFFICATA QUESTA STRADA? CHE TRA L’ALTRO E’ LARGA QUANTO UNA QUATTRO CORSIE?” gli dico gentilmente (anche no).
“Lo so ma lei era in divieto di sosta…” e qui cominciava a volersene andare.
“Scusate, quindi a voi sembra normale fare multe in queste condizioni? Non avete minimamente il buon senso a cosa serve fare multe in sto modo, me lo spiegate?” gli dico cercando di restar calmo.
“Se vuole farsela togliere faccia ricorso” e nel mentre ritorna nell’abitacolo (si era messo in piedi appoggiato sul tettuccio) chiude il finestrino e riparte. Multa selvaggia sta zitto e sorride.
“GRAZIE MILLE AGENTE, STIA TRANQUILLO CHE MI FARO’ SENTIRE!” gli grido mentre si allontanano.

Che razza di imbecilli. Bel modo di attirarsi l’antipatia della gente, ma questa volta avevano beccato la persona sbagliata. All’epoca scrivevo per un giornale locale.
Siccome sono una persona corretta (almeno credo…Eheheh) non ho scritto articoli pompati o stravolti per danneggiare quel vigile urbano. Ho semplicemente fatto pubblicare un pezzo tra le lettere al giornale, come avrebbe fatto un lettore qualsiasi. Nel pezzo in sostanza ho descritto la vicenda nei dettagli, permettendomi di aggiungere quello che pensavo (visto che non si trattava di una notizia) e concludendo più o meno in questo modo “…Multa pagata, ma senza l’effetto della sanzione. Un po’ di buon senso nelle cose”.
Non so se quel vigile abbia letto quelle righe o meno, ad ogni modo non mi risulta ci siano state più multe così idiote, almeno su quella tratta.
Una piccola grande rivincita su carta.

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