Due chiacchiere con Daniele Groff
Richiamato all’ordine dal giornale su cui ogni tanto scrivo, il quotidiano “Il Trentino”, sono andato a seguire il concerto di Daniele Groff. Anche se fuori genere rispetto ai miei gusti, è stata una bella occasione per scambiare due parole con un bravo artista. Uno spettacolo acustico, tre chitarre e una voce con dieci anni di carriera. Visto che il prossimo album uscirà in Francia gli ho suggerito una collaborazione con la bella e brava moglie del presidente (Carla Bruni), lui mi guarda incuriosito e mi fa “…sai che è proprio un’ottima idea!”. Considerato il fatto che suonava “in casa”, in platea c’erano molti dei suoi amici, compresi i compagni di conservatorio, che l’hanno cazziato per non suonare mai a Trento (la sua città). A fine serata ho assistito ad una scenetta simpatica ovvero Groff che salutava calorosamente mamma e zietti che non vedeva da tempo. “Te sei proprio en bravo tosàt!” dicevano. Ecco l’ultimo singolo: Prendimi.
A volte capita di trovarmi al fianco di personaggi che hanno tutti i requisiti per rientrare nella categoria VIP. Quello di ieri sera era tra questi. Ho fatto parte come giornalista della giuria di un
Oggi, mentre facevo due passi mi è capitato di vedere uno scuolabus. Ecco, al volante c’era una donna. La donna fumava. Fumava nel pulmino. Anche se non mi è sembrato di vedere pischelli seduti dentro è stata una brutta immagine da vedere. PS: no, a Trento non girano bus come quello nella foto, però era troppo fico;)
Avevo appena accompagnato la mia miss glamour a lavoro e stavo rientrando a casa, stanco morto e stressato da una giornatina niente male, quando con la mia macchinina arrivo a Trento all’incrocio tra via Milano e Corso 3 novembre. Il semaforo non funzionava causa lavori e il traffico era smistato dai vigili urbani. Quattro vigili urbani, di cui uno era una vigila urbana. Che è successo? Dunque, questa la scena…
Attentato! Attentato! L’autunno ha attentato alla mia vita. Una mega castagna matta è piombata improvvisamente sul finestrino della mia macchina (che tra l’altro era mezzo aperto), rimbalzando poi sullo specchietto. Il fattaccio è avvenuto lungo corso tre Novembre a Trento, via coperta da queste piante, sotto le quali passa una ciclabile e una zona pedonale. A volte, passeggiando da quelle parti, mi è capitato di sentire il sibilo di qualche riccio in caduta libera. Vogliamo, come al solito, aspettare che qualcuno si faccia male? Comunque lui, Autunno, l’ha fatto a posta, ne sono convinto! Quasi mi faceva uscire di strada, ma guarda un po’ te…

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