Little Mary Street
Il fico secco @ Little Mary Street
The Satellite Show @ Little Mary Street
Little TV @ Little Mary Street
18 ago

Alla faccia della perla

Avevo sentito dire che Rapallo era la perla della Liguria. Vi posso confermare che è qualcosa di molto distante dal concetto di perla. Una città trasandata, le strade sporche, non si trova parcheggio a morire, c’è un traffico pesante ovunque e gli accessi al mare sono blindati. Se vuoi farti il bagno al di là dei cancelli devi pagare, mentre le “spiaggie” libere sono dei buchi scomodi da raggiungere e dove la gente è spesso ammassata. Una vergogna. Per prendere un po’ di Sole su un pezzo di scoglio, senza dover spendere altri soldi, bisogna camminare parecchio. Altro nervoso ce lo ha regalato il parcheggio: praticamente impossibile trovarne uno. Una sera abbiamo girato a vuoto mezz’ora tra i palazzi; nemmeno un’alternativa a pagamento. Alla fine per sbaglio abbiam lasciato la macchina in divieto. Il mattino dopo la sorpresa ammontava a 36 euro, ma il bello è che la sanzione l’abbiam dovuta pagare… CON UN VAGLIA POSTALE. Grazie alla modernità del comando locale, abbiam regalato anche alle poste altri 6 maledetti euro. Pertanto dedico con piacere e fastidio questa simpatica canzone all’amministrazione di Rapallo, ringraziandola di mantenere in condizioni sorprendenti un posto che potrebbe essere davvero un incanto e non solo per pochi. Firestarter, Prodigy. (A breve qualche foto…).

28 set

Altro attentato!

Avevo appena accompagnato la mia miss glamour a lavoro e stavo rientrando a casa, stanco morto e stressato da una giornatina niente male, quando con la mia macchinina arrivo a Trento all’incrocio tra via Milano e Corso 3 novembre. Il semaforo non funzionava causa lavori e il traffico era smistato dai vigili urbani. Quattro vigili urbani, di cui uno era una vigila urbana. Che è successo? Dunque, questa la scena…
-Io provengo da via Milano, metto la freccia e faccio per svoltare verso viale Verona. Mi avvio tranquillamente, anche perchè la vigilessa riccioluta mi fa segno di andare, quindi mi ritrovo in mezzo all’incrocio. Allo stesso tempo vedo però l’altro vigile che da il via libera alle macchine dall’altra parte della strada: in quel momento l’ho vista brutta. Stavo rischiando di essere travolto da una colonna di automobili. A quel punto mi blocco in mezzo alla strada di fronte all’altro brillante e forse plurimedagliato agente di polizia municipale, lo guardo e alzo le mani dal volante, come per dire “Insomma, che cacchio devo fare? Vi decidete?”. Lui non mi caga di pezza, guarda wonder woman-con-paletta e le grida: “ma no, te devi vardàrme a miii!”. Mi defilo ridendo sotto i baffi e tentando di impennare con la macchina, ma alla fine non mi esce manco una sgommata. Quanto so’ scemi. Per gestire un incrocio bisogna chiamare la protezione civile? Swat? Genio militare?

21 giu

Mi tirano le pietre


In questi giorni non me ne va dritta una. Stavo viaggiando assorto nella mia macchina per le roventi strade di Trento, occhiale da sole, musica e finestrini aperti, quando una manciata di sassolini mi si rovescia sulla carrozzeria. Porca miseria, non c’ho più visto. Metto le quattro frecce, accosto e torno a piedi superincazzato verso il cantiere che avevo appena superato. In pratica una trivella aveva schizzato della ghiaia proprio mentre passavo. Becco un personaggio che guarda una ruspa salire su un camion (chi comanda di solito guarda, perciò…).
Io: “Scusi, dov’è il capo cantiere?”.
Capo cantiere: “Sono io”, mi fa scocciatissimo.
A quel punto gli tiro un pugno fortissimo che gli scarico addosso tutto il nervoso di sti giorni, ma all’ultimo secondo cambio idea e mi trattengo.
Io: “Mi sono appena arrivati sulla macchina una scarica di sassi partiti dalla vostra trivella” gli dico guardandolo dritto negli occhi.
Cc: “Ah, dobbiamo tirar su una rete, allora…” non era più tanto scocciato.
Io: “Non ho ancora guardato se ci sono stati danni, però so di aver sentito tipo una grandinata”, nel frattempo mi segue verso l’auto…
Cc: “Si, comunque non potevano essere grossi i sassi” (una pezza idiota).
Io: “Mica tanto” gli rispondo indicandogli una bella noce sporca di terra in mezzo alla strada e aggiungo “comunque il mio passeggero aveva il finestrino aperto e poteva finire male”.
Cc: “…”, intanto fa i raggi x alla mia macchina …E io pure.
Io: “Va bè, non mi pare ci siano graffi, comunque fate attenzione”, a quel punto volevo solo andarmene.
Cc: “Eh adesso mettiamo subito la rete, grazie e scusa!”, sembrava mortificato.

Che faccio, vado a piedi e non se ne parla più?

20 giu

Santi al volante

Ho fretta, esco dal lavoro, vado verso la macchina, controllo di non avere multe, non ne ho e mi immetto nel traffico di Trento. Entro, accendo e parto. Mi lancio verso via Rosmini, non vado nè troppo forte nè troppo piano, vado. Già penso a quello che farò appena uscito dalla macchina, piena di sole cocente, e a quello che farò quando ritornerò al volante. Resto comunque concentrato nella guida, quando… Una Punto bianca mi taglia improvvisamente la strada e mi fa inchiodare di colpo. Di quì le bestemmie, gli insulti, i gestacci e le maledizioni. Guardo un po’ meglio all’interno della Punto e noto un rosario appeso allo specchieto: il mio aggressore stradale era una suora. Quasi bestemmio di nuovo.

12 giu

E ora si naviga

Dopo mesi e mesi di attesa, dopo le mille litigate con il customer service, dopo i contratti sbagliati e i servizi non richiesti, finalmente posso annunciare al mondo che sono riuscito a trascinarmi a casa internet. Ecco, tutto qua. Devo dire che i gestori di telefonia e internet mi stanno sempre meno simpatici e a voi?

03 mag

La pula è spietata. Quanto il destino.

Questa volta lasciamo stare i vigili urbani, che se no m’annoio… Vi racconto invece di una stupenda giornata d’inizio estate di qualche anno fa. Quella mattina avevo un colloquio di lavoro nella bassa padovana, quindi per la partenza da Trento era prevista una bella levataccia, ma questa non fu l’unica pecca di quelle ventiquattro ore.Tanto per cominciare non potevo usare la mia macchina, non ricordo per quali motivi, ma probabilmente aveva qualche guasto (era davvero un bidone). Alle sette del mattino parto e mi accorgo che l’auto che mi avevano prestato era praticamente senza benzina. Benissimo, può succedere, solo a me, ma può succedere. Allora vado verso il distributore di benzina più vicino e… Non mi trovo tutte le pompe fuori uso, perchè quei disgraziati che stavano facendo dei lavori nel cantiere accanto avevano reciso i cavi dell’elettricità! Cacchio, manco il self-service funzionava. Che dire, cominciavo a essere un cicinìn nervoso. Punto e a capo, vado verso un altro distributore che per fortuna ha fatto il suo dovere. Sfamato la macchina inizio a sfrecciare verso il Veneto, ma lungo il mio tragitto chi potevo incontrare? Chi se non proprio in questo giorno? Una pattuglia della stradale armata di autovelox.Ero a 120 su un limite di 90 cazzo di chilometri all’ora.Agente: “Patente e libretto per cortesia”.Vittima: “Eccoli, la macchina non è mia, me l’hanno prestata…”.A: “Sa che lei viaggiava a 30 chilometri sopra il limite?”.V: “Vaffanculo” ho pensato. “Eh, non me ne sono accorto” ho detto.A: “Lei è in contravvenzione e bla-bla, bla-bla…(insomma, 5 punti e qualche centinaia di euro, tutti in quel posto)”.V: “So che viaggiavo un po’ veloce, ma sto andando a fare un colloquio di lavoro e sono in ritardo…” faccia triste in cerca di pietà.A: “Eh, allora poteva partire prima”. (Vaie a spiegà tutto er casino)V: “…Lo so…”.Al che l’agente finisce di scrivere la mia condanna, mi consegna il bigliettino e mi fa…”Bè, in bocca al lupo”.In quel momento scendo dalla macchina, prendo la mazza da baseball dal bagagliaio, gli spezzo tutte e due le ginocchia e lo riempio di maledizioni.Scherzo.Rispondo semplicemente con un abbacchiatissimo “Grazie”, d’altro canto quel poliziotto mi sembrava sincero.Finita qui? No.Intanto riprendo la mia corsa, terrorizzato dai limiti di velocità e ossessionato dalla paura di incontrare ulteriori e temibili pattuglie, ma passato il traffico della cintura di Padova, mi ritrovo in colonna. Cacchio, pure la coda. Aspetto mezz’ora con il motore spento, mi informo e mi dicono che era successo un incidente mortale. Non c’era nulla da fare, decido di comunicare il mio ritardo all’azienda che mi stava aspettando e… Scopro che non avevo memorizzato il numero di telefono (che pirla). Non mi restava altro da fare che bestemmiare in tutte le lingue conosciute. All’epoca solo l’italiano.Fortuna nella sfortuna, mi chiama l’azienda stessa per dirmi che anche loro erano in ritardo e con l’occasione spiego la mia situazione alla segretaria, cercando inconsciamente la sua compassione.La coda si smaltisce e purtroppo mi capita anche di vedere (giustamente a pochi minuti da un colloquio di lavoro) il corpo di un povero vecchio schiacciato dalle ruote di un autoarticolato. Mannaggia.Finalmente giungo a destinazione, dove per circa due ore aspetto di essere colloquiato (esiste?). Scambio due battute con gli altri candidati, che di solito ti danno l’impressione di essere migliori di te, leggo qualche house organ e comincio ad annoiarmi. All’improvviso tocca a me (sembrava d’essere dal medico). Entro e mi trovo davanti un megacaposupremo del reparto commerciale che fa di tutto per contraddirmi e tenta di capire di che stoffa son fatto. A lui interessava un buon venditore. Fatta anche questa, esco, vado verso la maledetta macchina e riparto verso casa, il tutto in una calma apparente.Ovviamente non mi presero, ma meglio così, quella giornata mi avrebbe portato sfiga per tutta la vita. Cacchio.

13 apr

Cellulare al volante

Proprio ieri mattina scorazzavo in macchina per le vie del centro della bella Trento e partendo da uno stop mi è capitato di vedere un’auto della polizia con a bordo due agenti, però quello alla guida era al volante con una sola mano, mentre con l’altra era probabilmente impegnato in una simpatica conversazione al cellulare, visto che sotto i suoi occhiali da sole se la rideva di gusto.Ma ti pare? Dirlo sarà banale, ma non dovrebbero essere loro i primi a dare il cosiddetto buon esempio? Non mi venga a dire che era impegnato in una telefonata di servizio o altro, anche perchè loro al posto dell’autoradio hanno giusto una bella radiomobile. Ad ogni modo a questa cosa sono piuttosto sensibile, visti i miei “precedenti”…Da circa una settimana, forse meno, era entrata in vigore la patente a punti. In quella mattinata d’inizio estate mi trovavo fermo al mega incrocio di via Gattamelata a Padova, a bordo della macchina che il mio ex-suocero chiamava (a ragione) “cadavere”. Dovevo passare a prendere un’amica per tornare verso Trento. Sono in coda al semaforo sulla corsia per svoltare a sinistra. In quel momento scatta il verde e suona il cellulare… “Oddio, che faccio, rispondo?”… “Ma si, sono ancora fermo, poi sarà la tipa che mi chiede dove sono. Il tempo di dirle che son a duecento metri da casa sua e metto giù”.Rispondo, comincio a parlare e nello stesso istante incrocio lo sguardo di una pattuglia di vigili urbani in moto, fermi sull’altro lato della strada.”Cacchio, i Cips, sono fregato”.Faccio finta di sistemarmi i capelli (ero rapato quasi a zero) e lascio cadere il cellulare dietro di me. Nello specchietto retrovisore non vedo segnali d’inseguimento e penso di essermi salvato, svolto nella stradina dove mi sta aspettando la mia amica, spengo il motore e… Mi si affianca il centauro bianco blu.”Patente e libretto” mi dice con fare da Terminator.”Eccole qua” rispondo in tono fanciullesco.”Sa che secondo il codice j432jl342l42lk lei è in contravvenzione e le saranno decurtati 5 punti dalla patente?”.”Perchè?” rispondo scivolando clamorosamente sugli specchi.”Era al volante e stava parlando al cellulare” mi fa seccamente.”Ma no, io ero fermo, non stavo mica guidando”.”Mi spiace, lei è in contravvenzione”.Nulla da fare, poi ho anche provato a commuoverlo visto che ero studente e non è che avevo tutta questa disponibilità economica… Ed era vero!Dopo essere almeno riuscito a fargli venire qualche dubbio sul buon senso della sua azione, a rovinare tutto è arrivato l’altro collega, credo Ponciarello, che in pochi secondi ha annientato ogni spiraglio di pietà nella coscienza del suo compare. 5 punti e non so quanti euro: me li sono ciucciati tutti. Per il resto della giornata, compreso il viaggio con a fianco la mia amica mortificata (povera), non ho fatto altro che notare gente al volante con il cellulare in mano. Mannaggia, mannaggia. Che faccio la prossima volta che vedo un agente al telefono mentre guida? Gli dico che è in contravvenzione?

01 apr

Rotatorie, evviva.

Le mitiche rotatorie, la soluzione del secolo per le code e il cosiddetto traffico intenso…
Sarà davvero così? Può darsi, ma il problema non è questo. Quanti le sanno percorrere? Quante volte vi è capitato di aspettare 10 minuti in entrata, perchè il tipo della macchina davanti non sa quando ha la precedenza? Poi ci sono quelli che girano all’interno e per svoltare tagliano la strada a chiunque. Infine non manca mai chi la piglia in contromano. Altre bellissime rotatorie sono quelle che si trovano improvvisamente nel mezzo del nulla, nelle zone industriali o in aperta campagna. Niente traffico, niente code, manco un rallentamento e ci piazzano la rotatoria. Che palle, dove sono finiti quei bei semafori a tre luci? Dove sono le corsie con le frecce? Dite la verità, le avete inventate per eliminare i venditori di fiori, i mendicanti e i lavavetri? Come faremo noi automobilisti senza le partenze ancora da rosso? E il rombo dei motori prima del via… E lo strombazzare dei clacson allo scattar del verde, le sgommate, gli sguardi di sfida…
Tutto questo dov’è andato? Come faremo a viaggiar nell’indifferenza, noi automobilisti?

18 mar

Can che abbaia non morde

E quello che sta zitto?
La maggior parte delle persone, quando incappa in spiacevoli episodi, tipo automobilisti imbecilli o ragazzini impertinenti, lascia perdere. Spesso la gente si gira dall’altra parte e fa finta di nulla, ma tra questi ci sono quelli che sono assolutamente pacifici e piuttosto che stressarsi per litigare si taglierebbero una mano, quelli che hanno paura, non vogliono rogne e inghiottono il rospo e infine ci sono quelli che aspettano “la volta buona” per vendicarsi. Io sono tra questi ultimi.
Iniziamo con un argomento che per sua natura è insopportabile: il traffico.La maggior parte dello stress cittadino credo derivi dal traffico urbano. Il tutto comincia ovviamente la mattina, si monta in macchina e si parte con le manovre per uscire da garage impossibili o da posteggi improbabili. La seconda fase è quella del traffico vivo, tra semafori imponenti, auto in competizione, scooter che sorpassano a destra, autobus che non rispettano le precedenze e poi ci sono anche loro… i paladini delle strade, i vigili urbani. Passato il trauma della giungla d’asfalto si passa alla ricerca selvaggia del parcheggio. Non avete mai fatto le corse all’ultimo posteggio? Quelle accelerate con un che di fantozziano, che normalmente si concludono con il macchinone che ti frega il posto. No? Buon per voi. Ad ogni modo, per non dilungarmi troppo, un episodio che resterà per sempre tra i miei migliori ricordi è quello a cui ho assistito nei pressi del lago di Caldonazzo. Era estate, stavo andando a trovare dei miei amici e come al solito ero in ritardo. Per fortuna non c’era molto traffico e quindi stavo procedendo ad una buona velocità. A un certo punto mi trovo davanti una Golf blu e fin qui tutto è normale, ma improvvisamente il tipo che avevo davanti si pianta in mezzo alla strada. No, non ha accostato, non stava facendo passare nessuno, nei paraggi non c’erano passaggi pedonali o semafori… Stava semplicemente rispondendo al telefonino. Io non ci vedevo più, non sapevo come dargli più fastidio, al che ho cominciato a strombazzare il clacson, ma lui imperterrito continuava nella sua urgentissima telefonata. Nulla da fare e siccome ero in ritardo ho dovuto lasciare il ring e ritirarmi… di fronte alla sua imbecillità.

Tag: