Mi tirano le pietre

In questi giorni non me ne va dritta una. Stavo viaggiando assorto nella mia macchina per le roventi strade di Trento, occhiale da sole, musica e finestrini aperti, quando una manciata di sassolini mi si rovescia sulla carrozzeria. Porca miseria, non c’ho più visto. Metto le quattro frecce, accosto e torno a piedi superincazzato verso il cantiere che avevo appena superato. In pratica una trivella aveva schizzato della ghiaia proprio mentre passavo. Becco un personaggio che guarda una ruspa salire su un camion (chi comanda di solito guarda, perciò…).
Io: “Scusi, dov’è il capo cantiere?”.
Capo cantiere: “Sono io”, mi fa scocciatissimo.
A quel punto gli tiro un pugno fortissimo che gli scarico addosso tutto il nervoso di sti giorni, ma all’ultimo secondo cambio idea e mi trattengo.
Io: “Mi sono appena arrivati sulla macchina una scarica di sassi partiti dalla vostra trivella” gli dico guardandolo dritto negli occhi.
Cc: “Ah, dobbiamo tirar su una rete, allora…” non era più tanto scocciato.
Io: “Non ho ancora guardato se ci sono stati danni, però so di aver sentito tipo una grandinata”, nel frattempo mi segue verso l’auto…
Cc: “Si, comunque non potevano essere grossi i sassi” (una pezza idiota).
Io: “Mica tanto” gli rispondo indicandogli una bella noce sporca di terra in mezzo alla strada e aggiungo “comunque il mio passeggero aveva il finestrino aperto e poteva finire male”.
Cc: “…”, intanto fa i raggi x alla mia macchina …E io pure.
Io: “Va bè, non mi pare ci siano graffi, comunque fate attenzione”, a quel punto volevo solo andarmene.
Cc: “Eh adesso mettiamo subito la rete, grazie e scusa!”, sembrava mortificato.
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