Napolitano sfodera la bacchetta
Povero Giorgio Napolitano, quanto imbarazzo a dover ricordare al Governo di preparare per tempo le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Oltre alle stravaganze del presidente del consiglio, le manie di onnipotenza leghiste e l’inesistenza della sinistra, il Presidente della Repubblica deve fare la maestrina di turno facendo presente i “tempi stretti” per i festeggiamenti di un evento così importante. Risposta della Lega Nord “c’è crisi, non è periodo di festeggiare“. Banalità da bar e incomprensione del senso dello Stato. La forza di una nazione è data anche dall’unità… Anche gli italiani potrebbero avere il loro “yes we can”, magari sarebbe un “sepoffà” oppure un “ghe la femo”, ma l’intenzione non cambierebbe: dare fiducia.
Songpost: POD – Youth of the Nation

Cacchio, stavo per scrive entusiasta del concerto che mi sarei goduto il prossimo gennaio a Treviso, ma niente da fare. I POD non suoneranno più al New Age, perchè sti disgraziati si son presi una pausa. Per punizione non metterò un link ad un loro video, ma al gruppo che avrebbe dovuto fargli da spalla e cioè i Filter (in foto). Una band dal rock un po’ elettronico con il cantante che sembra (ho detto sembra, eh) un incrocio tra Chris Cornell e il cantante dei Bush, Gavin Rossdale (che tra l’altro è nato il 30 ottobre come me).
Vi presento un album a cui tengo molto: The Fundamental Elements of Southtown. Proprio Southtown è stata la prima cover che ho cantato in un gruppo, quindi non la scorderò mai. Loro sono i P.O.D., band new-metal americana piazzata nella corrente del rock cosiddetto cristiano (che a dirlo sembra una bestemmia). Ve ne accorgerete dai testi. Tra l’altro P.O.D. singnifica: Payable On Death… Robe da States.
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