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20 ago

Napolitano sfodera la bacchetta

GaribaldiPovero Giorgio Napolitano, quanto imbarazzo a dover ricordare al Governo di preparare per tempo le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Oltre alle stravaganze del presidente del consiglio, le manie di onnipotenza leghiste e l’inesistenza della sinistra, il Presidente della Repubblica deve fare la maestrina di turno facendo presente i “tempi stretti” per i festeggiamenti di un evento così importante. Risposta della Lega Nord “c’è crisi, non è periodo di festeggiare“. Banalità da bar e incomprensione del senso dello Stato. La forza di una nazione è data anche dall’unità… Anche gli italiani potrebbero avere il loro “yes we can”, magari sarebbe un “sepoffà” oppure un “ghe la femo”, ma l’intenzione non cambierebbe: dare fiducia.

Songpost: POD – Youth of the Nation

22 dic

La notte dei satelliti

Può capitare di tutto nella vita, giusto? Bene, sta volta per lavoro ho assistito al live del lancio di due satelliti partiti dal Centro Spaziale di Kourou in Guyana Francese. Ho seguito la diretta su un maxischermo nella sede di Eutelsat a Parigi, eravamo circa in 400.Una gran bella emozione con tanto di conto alla rovescia, accensione dei razzi e… Via verso lo spazio siderale. Tra l’altro per la prima volta sono stati lanciati due satelliti insieme. (In foto il collega Massimo, falsamente sconvolto dal prezzo di due caffè al Trocadero). Ed ora non potevo proporvi che questa canzone della Dave Matthews Band: Satellite.

13 nov

No POD, no party

Cacchio, stavo per scrive entusiasta del concerto che mi sarei goduto il prossimo gennaio a Treviso, ma niente da fare. I POD non suoneranno più al New Age, perchè sti disgraziati si son presi una pausa. Per punizione non metterò un link ad un loro video, ma al gruppo che avrebbe dovuto fargli da spalla e cioè i Filter (in foto). Una band dal rock un po’ elettronico con il cantante che sembra (ho detto sembra, eh) un incrocio tra Chris Cornell e il cantante dei Bush, Gavin Rossdale (che tra l’altro è nato il 30 ottobre come me). One.

14 mag

La fede al campanello

Driiin… “Chi è?”.
Testimone di Geova: “Ho letto una frase interessante sulla Bibbia… Bla, bla, bla”.
Sempreinspiaggia: “In tanti scrivono frasi interessanti, non solo sulla Bibbia”.
TdG: “Ah, ma se la conoscesse meglio saprebbe che…”.
Sis: “Si, la conosco, ma in molti libri sacri ci sono scritte cose incredibili”.
TdG: “…Bè, ha mai parlato con dei Testimoni di Geova?”.
Sis: “Certo, molte volte e il discorso non è mai arrivato da nessuna parte”.
TdG: “Quindi non le interessa una rivista?”.
Sis: “No, grazie”.
TdG: “D’accordo, buona sera”.

Niente in contrario con le religioni in generale, ma se ce n’è una che interpreta in maniera assurda un libro sacro è proprio questa, ma non avevo voglia di polemiche inutili. Questa è la canzone del caso: POD (Payable on Death), “Change the world“.

22 nov

A questo punto… P.O.D.

Vi presento un album a cui tengo molto: The Fundamental Elements of Southtown. Proprio Southtown è stata la prima cover che ho cantato in un gruppo, quindi non la scorderò mai. Loro sono i P.O.D., band new-metal americana piazzata nella corrente del rock cosiddetto cristiano (che a dirlo sembra una bestemmia). Ve ne accorgerete dai testi. Tra l’altro P.O.D. singnifica: Payable On Death… Robe da States.

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