Il mare la sera d’estate
Parto, vorrei non tornare, ma intanto tra pochi giorni parto. Vado dove tutto è più lento, più rilassato, dove le cose si fanno con calma. Anche se probabilmente è una mia illusione (una delle tante) voglio credere che lì sia tutto come il mare la sera d’estate, come vorrei fosse la mia vita. I pensieri non li lascio qui, li porto con me, proverò ad abbandonarli dove sto andando, che magari non si accorgono e poi mi lasciano in pace. Metterò tutto in questa valigia.
E’ già la terza volta che lungo i cinque minuti di tragitto tra casa e lavoro incontro un ragazzo che conta gli archi dei portici. Lui, circa sedici anni, cammina a testa alta e a gran voce… Conta. “Sessantacinque, sessantasei, sessantasette…”. Povero ragazzo, però sembrava felice. Io con mille pensieri inutili. Lui conta.
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