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06 set

Maggioranza e crisi della crisi

Fabrizio C.: “Eh, mò che sei il SEGRETARIO… Che ie diciamo a questi? E’ un casino, sta annando tutto a rotoli”.

Alfy: “Dobbiamo fare quadra, trovare un accordo con gli amici del Nord e…”.

FC: “Alfà, ma che cazzo stai a dì? Ma che quadra? T’ho detto che qua è ‘n disastro!”.

A: “Ho capito, non ti scaldare, che ne so io! Fino alla scorsa settimana stavo firmando quelle minchiate ad personam”.

FC: “Ascolta, dobbiamo dì alla gente che fare sciopero nun va bène, che crea n’altra crisi, capito?”.

A: “La crisi con chi? La nostra? Con la Lega?”.

FC: “Alfà, ma che cazzo c’hai ‘n testa? I germogli de soia??”.

A: “Senti sei tu quello che parla sempre in tv, la situazione è complicata e noi stentiamo a dare soluzioni”.

FC: “Ma che me stai a ddì, che te devo parà er culo?”.

A: “No, solo che non so che minchia dire”.

FC: “Allora, devi dì che se questi vanno ‘n piazza a fà sciopero, mettono ‘n crisi gli accordi, mettono ‘ncrisi i partiti e peggiorano la situazione economica, che se nun fanno ‘n cazzo se blocca tutto e allora l’industra se ‘ncazza (già ie stamo sui coioni), i sindacati so già ‘nviperiti, l’opposizione c’è magna sopra e il mercato ce ‘ncula…

…Vabbè Alfà, nun ce capisco ‘n cazzo pure io, mò te c’hanno infilato sopra ‘a biscicletta (senza sella) e so cazzi tua!”.

A: “Minchia”.

05 apr

Il tour delle poltrone in regione Veneto

regione-venetoCome al solito, come per tutte le legislature o i cambi di presidenza è scattato il toto assessori in Veneto come per le altre regioni fresche di elezioni. In quest’ultimo caso non era prevista la valanga di voti alla Lega Nord e quindi gli accordi per la “spartizione” delle poltrone da assessore sono da rivedere.

La procedura delle fette di torta è la solita italianata. Invece di scegliere degli assessori più competenti sul 100% della platea, si va a spartire assessorati e dirigenze in proporzione alla vittoria politica. Un danno sia al cittadino che all’elettore.

A prescindere dal fatto che incarichi di rilievo andrebbero assegnati a persone qualificate, se la sanità dovesse andare alla Lega Nord, ma tra i candidati PDL ci fosse un candidato più qualificato? Un perfetto esempio di pessima politica.

La vogliamo definire una prassi istituzionale? Un modo per equilibrare le forze in campo? No, una vergogna (destra o sinistra non importa).

29 mar

Elezioni regionali. L’Italia in mano al centrodestra

polverini_renata3Come mai ad ogni elezione si ripete il solito teatrino dei pronostici in cui sembra che vincano tutti e che tutti siano andati alla grande? Perché?

I dati dal Viminale, le previsioni dei giornali, quelle delle agenzie, le false partenze, i confronti con le elezioni precedenti… Una tempesta in cui l’elettore si perde, un totocalcio ma di più, la fiera delle dichiarazioni e delle frasi fatte.

A parte le patetiche sceneggiate della politica le principali regioni italiane sono in mano a Berlusconi, signore indiscusso della politica, della televisione, dell’economia e dell’informazione.

The billionaire prime minister, come lo definisce il Financial Times, piace e la gente continua a votarlo. La Lega guadagna punti e il PD non ha capito ancora nulla di come bisogna fare girare le cose. Si è arenato. (continua…)

06 nov

Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi…

stopBasta, sono davvero stufo di leggere Berlusconi ovunque! Non ne può più lui (così pare) e non ne possiamo più noi poveri lettori. Titoloni a caratteri cubitali, interi speciali, programmi televisivi, inchieste, “scoop” sul libro di Vespa, il suo nome è dappertutto. La situazione sfiora il ridicolo.

Qualcuno dice “la peggior offesa è l’indifferenza” e quindi, cari colleghi giornalisti, redattori e compagnia bella, perché non la smettiamo con questa solfa sul presidente? Per quanto vere o utili possano essere certe notizie, oggi  questo tipo di informazione ha l’effetto contrario, infatti  il presidente è “diventato” una notizia. Nei libri di storia scriveranno che in questo periodo c’era Berlusconi e c’erano i comunisti, il resto saranno dettagli.

Ormai il tema principale della politica italiana è il suo stile di vita, sono le sue dichiarazioni, le sue abitudini. Addirittura il caso Marrazzo è stato paragonato in tutti i modi alle vicende di Silvio. Addirittura questo tema ha fatto bisticciare i direttori dei giornali e a volte con conseguenze disastrose (vedi il caso Avvenire). Addirittura l’obbiettivo dell’opposizione politica, con gravi difficoltà interne, è di sconfiggere Berlusconi. Oggi tutto ruota attorno alla sua immagine che più viene alimentata e più cresce di visibilità, più si sedimenta, non importa se con notizie buone o cattive.

Ci abbiamo provato con lo sciopero dell’audience, con le mail collettive

Cosa dobbiamo fare noi lettori per sentir parlare d’altro? Comprare i giornali e guardare i telegiornali che non citano la parola Berlusconi?

Lo facciamo? Facciamolo.

10 giu

Elezioni o MotoGP?

Sex & run & petrolPare che in Italia le elezioni politiche vengano considerate alla stregua di un MotoGP. Sulla griglia di partenza della campagna elettorale tutti intrigati a scannarsi, un testa a testa di dichiarazioni ed insulti, una sfida alla par condicio con sosta ai box per rifornirsi di gossip. In coda, la safety car con al volante Napolitano. Qualcuno non raggiunge il quorum ed esce di strada, estrema sinistra e radicali. Sul podio champagne per Lega Nord, Pdl e Idv. Medaglia di legno per il Pd. E poi? Finito lo strascico della conferenza stampa del piloti politici? Nulla. Argomentazioni (già scarse prima) concluse. La politica torna a parlare di se stessa, dei nuovi riassetti di governo ed opposizione, relegando al punto ”varie ed eventuali” i problemi del Paese.

 E allora… Gimme fuel gimme fire gimme that which I desire… (Metallica).

 

08 giu

Elezioni Europee: vince il PDA

Con il 66,5% dei non voti ha vinto il Partito Dell’Astensionismo. Programmi e proposte incomprese oppure troppi messaggi e troppa confusione? Cosa ha portato la gente a non votare? Questa guerra all’ultimo consenso, la violenza di certe affermazioni, il ridicolizzare cariche e poteri dello stato sta spingendo gli italiani verso un disinteresse totale per la politica. Chi si astiene per convinzione è comprensibile, ma chi lo fa perchè lo ritiene il male minore da una certa preoccupazione. La politica è il motore sociale di un paese e la classe politica sta ai comandi. Oggi la gente non sa più quante mani ci sono al volante, non si fida più e non ne vuole più sapere. Un pessimo segnale.

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