Alter Bridge, il concerto
Dopo quell’oretta e mezza di Vicenza-Piacenza con il navigatore di mio fratello che voleva farci fare i paesielli siamo arrivati a destinazione: Fillmore. Bel locale, credo un’ex teatro o simili. La serata è iniziata con il gruppo spalla italiano, i Mellowtoy, tanta energia… E basta. La solita band sputata a quelle americane nu-metal, niente di originale e tanto rumore (e lo dice uno a cui il genere piace). Dopo lunghe attese e qualche problema con il check alla chitarra arrivano sul palco gli Alter Bridge, troppo contento (foto mie!). Subito con dei bei pezzi saltabili e la cosa era fattibile visto che il locale non era stracolmo. La voce del cantante ha lasciato di stucco, perfetta e con tonalità irraggiungibili (che non sempre apprezzo).
Il buon signor Myles, oltre a saperci fare con la voce, suona pure la chitarra da professionista, niente di paragonabile a Mark Tremonti, però… Insomma, il tempo è volato, loro sul palco si divertivano e quindi si divertiva anche chi gli stava sotto. Cinque minuti di assurdità sono trascorsi quando a un certo punto (o a un punto certo come direbbe Albanese) il pubblico si è messo a cantare “pooopopopopo poooo pooo”… Quella sera c’era la partita dell’Italia e qualche folgorato si era portato radio e auricolare, quindi al momento del goal, da bravi italiani ce ne siamo sbattuti del concerto e ci siam fatti i cazzi nostri. La faccia del cantante, allibito, la diceva tutta: “che cacchio fanno sti cazzoni di italiani?”. Comunque pure il gruppo ha seguito la scia ed ha accompagnato la tifoseria. Anyway, ne è valsa la pena, gran bel concerto, mi son piaciuti. (Suoneranno per il tour invernale il 29 novembre all’Alcatraz di Milano). Rise Today.
I Deftones, i miei miti, che spero di vedere al più presto, dopo una serie di album piuttosto pesanti e con una carica spaventosa hanno cambiato stile. In particolare con l’omonimo album Deftones e l’ultimo lavoro, Saturday Night Wrist. Un ottimo esempio di Rock&Relax; è questa canzone: “
Ecco un altro gruppo che andrei a vedermi volentieri: i californiani Papa Roach. Sono della compagnia new-metal (anzi nu-metal) esplosa in America nei primi anni novanta e le prime apparizioni importanti le hanno fatte assieme ai potenti Deftones. Proprio perchè sulla scia di altre grandi band sono sempre stati messi in secondo piano, ma secondo me fanno buona musica. Non saranno il massimo dell’originalità, però nemmeno sono cloni di qualcuno. Vi faccio ora ascoltare il primo loro pezzo che mi è capitato di sentire:
Vi presento un album a cui tengo molto: The Fundamental Elements of Southtown. Proprio Southtown è stata la prima cover che ho cantato in un gruppo, quindi non la scorderò mai. Loro sono i P.O.D., band new-metal americana piazzata nella corrente del rock cosiddetto cristiano (che a dirlo sembra una bestemmia). Ve ne accorgerete dai testi. Tra l’altro P.O.D. singnifica: Payable On Death… Robe da States.
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