Post in tour: Metallica, ultima fermata
Last post for Metallica with “The Memory Remains“. Quasi trent’anni di carriera non si possono riassumere in poche righe, ma io ci ho provato. Una nota triste nella storia di questo gruppo è la drammatica scomparsa del bassista Cliff Burton. Il 27 settembre del 1986, in un tour europeo, il bus della band si ribaltò lungo una strada ghiacciata. Accadde a Ljungby in Svezia. Sbalzato fuori da un finestrino, il povero Burton venne schiacciato dallo stesso autobus, sotto gli occhi increduli dei suoi compagni. Fu un evento che segno l’inizio di una lunga crisi del gruppo. Decisi a ricominciare, anche in memoria di Cliff, iniziarono la ricerca di un bassista. Tra gli scartati troviamo il nome del formidabile Les Claypool… Colui che un giorno sarà il frontman dei Primus! Fu la volta di Jason Newsted che nel 2001 fondo gli Echobrain e lasciò il posto a Trujillo. Qualche anno fa ho visto i Metallica a Padova, di spalla c’erano gli Slipknot ed i Lost Prophets. Gran bel concerto.
Post in tour: the ballad
Seconda puntata dedicata ai Metallica. Mi raccomando, non vi fate condizionare da quante volte scrivo “metal” in questo post, i prossimi toccheranno altri generi.
Non poteva mancare la più storica delle loro ballad – “Nothing else matter” – che vi propongo in questa versione del pianista Scott D. Davis. Un capolavoro suonato e riadattato in qualsiasi versione e tratto dal cosiddetto “Black Album” (1991), che sfornò ben 38 milioni di dischi. Mentre vi ascoltate questa melodia, vi racconto un particolare che i più metallosi daranno per scontato, ma che in molti forse non sanno. Poco prima di registrare a New York “Kill ‘Em All” nel 1983, il chitarrista di allora litigò con la band e lasciò il progetto Metallica, ma di certo non rimase con le mani in mano. Chi era costui? Era Dave Mustaine, il fondatore dei Megadeth.
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