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28 gen

Mino Reitano addio

Era molto malato e ieri sera si è addormentato per sempre. Beniamino Reitano aveva solo 64 anni, malato da due, era stato sottoposto ad un paio di interventi, ma niente da fare. I funerali del povero Mino si svolgeranno domani alle 15 nella chiesa di Agrate Brianza, il suo paese. Di origini calabresi fin da giovanissimo cresce immerso nella musica. I suoi primi passi li ha mossi sui palchi della Germania, assieme ai suoi fratelli per poi diventare una delle icone della musica italiana. Gente di Fiumara.

14 giu

Folk di casa nostra

Il dialetto è una ricchezza immensa del nostro Belpaese e quando si fonde con la musica riesce a descrivere i dettagli della realtà in modo unico. Chi è Davide Bernasconi? E’ Van De Sfroos! Che in comasco significa “vanno di contrabbando”. Partito negli anni ‘80 con il punk è oggi un simbolo della musica folk-rock italiana, anzi dialettale. Partito con i De Sfroos, scioltisi nel 1996, ha fatto la sua gran carriera cantando in lombardo sui palchi di tutta Italia e partecipando a diverse trasmissioni radio e tv. Insomma, c’è tanto folk in casa nostra e lui ne è un gran esempio. Beccatevi “Nona Lucia” in versione live. (Thanks to Patrik).

23 giu

Musica italiana o straniera?

Audiocoop ha indetto una sorta di sciopero radiofonico e il senso è questo: spegnere la radio per protestare contro il poco spazio concesso dai grandi network alla musica di casa nostra. A quanto pare solo il 15% dei brani messi in onda è roba italiana. Addirittura c’è una richiesta precisa, quella di istituire delle quote di programmazione destinate agli artisti del Belpaese.Mah, che dire, le quote rosa non funzionano nemmeno in politica, perchè tradurle in musica? E’ vero che le grosse emittenti fanno opinione e un pezzo se in palinsesto ottanta volte al giorno, prima o poi ti piace, ma è anche vero che grandi artisti italiani al momento non ne vedo. Il problema principale credo sia la difficoltà di gruppi e cantanti emergenti nell’accedere a certi livelli di visibilità. I musicisti, quelli storici, hanno monopolizzato il mercato discografico, la selezione la fanno loro e si sa come vanno a finire le cose… All’italiana: io conosco quello, che conosce quello lì, allora mi ha presentato quell’altro e così via.D’accordo, spegnamo pure la radio, ma almeno andiamo a vederci un concerto, magari nella nostra città e di un gruppo che conosciamo appena. Meglio una protesta attiva.

14 giu

Il mondo ci ascolta


”L’Italia oggi è il terzo esportatore mondiale di musica, dopo gli Usa e la Gran Bretagna” ha detto Milos Budin, sottosegretario al Commercio Internazionale.

Davvero?

La notizia è piuttosto curiosa, volete dirmi che Ramazzotti, Bocelli, Pavarotti, Pausini, Ferro, Nek e tutta la compagnia bella che canta pure in lingua straniera, ci ha portato al terzo posto e per di più sopra Stati Uniti e Uk? Oppure veramente tutti vogliono i nostri cd, la nostra musica, con la disastrosa situazione discografica del nostro Paese?

E poi qualcuno mi sa spiegare… In che senso “esportare” musica?

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