Planet Bhima: Gran finale a Marostica plus La Manu
Pochi minuti fa i Planet Bhima hanno superato le semifinali di Marosticka e domani parteciperanno alle finalissime. Suoneremo su un gran bel palco nella piazza della scacchiera, al cospetto del bel castello. Otto band (credo) suoneranno soltanto un pezzo (putroppo) e verranno scrutati, smontati e rimontati da una giuria. A parte il concorso, devo ammettere che ci stiamo divertendo una cifra. Visto che ci sono, un grazie a tutti quelli che ci hanno dato una mano con le votazioni di Vicenzanet, dove siamo arrivati quarti su venti gruppi. Va bene così.Ora scatta l’intervista. I Planet Bhima, uno alla volta, passeranno a trovarci per Little Mary Street. Prima della lista a parlarci un po’ di se è La Manu, la nostra splendida e brava bassista.
La musica appartiene al mondo, non se ne può fare a meno, ma che musica si ascolta su Planet Bhima?
Su Planet bhima si ascolta tutta la musica che trasmette qualcosa: un’emozione, un colore…
un ricordo, che rispecchia uno stato d’animo.
Ti ricordi il primo giorno che hai messo piede in una sala prove?
Si, avevo 19 anni e mi ci ha accompagnato un mio amico. Un gruppo cercava un bassista… non sapevo suonare (o quasi) ma mi sono buttata. Cover dei Cult, Doors, Ugly Kid Joe, Mr. big….
Il tuo primo palco?
Il rimorchio di un camion in una sagra locale. Suonavo con un gruppo che faceva quasi esclusivamente Deep Purple, qualcosa dei Led Zeppelin e degli AC/DC.
Riusciresti a spiegare la musica che suoni con un’immagine?
Me ne scorrono mille diverse davanti agli occhi quando riascolto ognuna delle nostre canzoni… troppe da descrivere.
Un musicista, il musicista, dammi un nome… Jeff Buckley, senza dubbio.
L’ultima canzone che avevi in cuffia… Nothing degli Aeon Spoke.
Infine un messaggio per chi non ha mai ascoltato la tua musica, ma che un giorno potrebbe farlo.
Dove sei stato/a fino ad ora? Benvenuto/a su Planet Bhima!
I Planet Bhima (io almeno) suonano per chi ha voglia di condividere emozioni e di viverle attraverso la musica. Non cerchiamo di piacere, ma di comunicare e di esternare ciò che ognuno di noi ha dentro.
Arriva il caldo, arriva piano piano, si insinua tra le nuvole e i vestiti. Il 
Non sono abituato a regalar fiori, quasi non l’ho mai fatto. Piuttosto una pianta. L’altra sera, a proposito di rose, ero seduto sul mio sgabello davanti a due gintonic (uno non era mio) e ho assistito a una sfilata. Ogni 5 minuti capitava un indiano (o pakistano) diverso che offriva una rosa, chi insisteva di più, chi di meno. A me non dava fastidio, anche se credo sia il caso che si mettano d’accordo sulle zone da spartirsi, ma resta il fatto che non capisco perchè dovrei comprare un fiore così comodamente, senza sorpresa, senza iniziativa. Piuttosto… Un altro gintonic. Sting and Cheb Mami with “
Oggi ero in palestra che mi allenavo (incredibile, lo so) e mi è capitata una situazione piuttosto triste. Uno degli istruttori, straniero, rideva e scherzava con un amico con il quale si stava allenando. Io che son curioso (ok, non mi faccio mai i cazzi miei), mi sono avvicinato e gli ho chiesto che lingua stessero parlando, perchè non riuscivo proprio a farmi un’idea.
Cari tutti voi che passate, il concorso musicale è cominciato, aiutatemi e votate Planet Bhima! Se volete, fatevi prima un giro su
Perchè diavolo sono andato a toccare l’account del mio dominio? Perchè? Perchè uno va a metter le mani dove non deve? Uffa, come avrete notato mi era sparito tutto per qualche giorno. Ansia. Ringraziamenti vivissimi al caro ingegner Matteo, pugliese purosangue, che mi ha tolto dai casini. Visto che lui è un vero metallaro e sul genere la sa lunga, gli dedico sto pezzo “
Un gin tonic, una persona con mille storie da raccontare – uomo d’altri tempi – le luci di Parigi, la Senna, la torre, i francesi e io. Situazioni che non hanno bisogno di commenti o fotografie, ormai sono parte di un vissuto indelebile. Una curiosità? Il buon Sarkozy è più apprezzato in Italia che a casa sua.
Eppure ce l’ho fatta, sono riuscito a suonarlo. Su gentile concessione della Bass Woman del gruppo, ho potuto suonare quattro corde e un girasole. Che brivido! Quale onore, quale emozione di pochi secondi. Ho davvero apprezzato. Piccoli grandi gesti, piccole grandi …Parole.
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