Little Mary Street
Il fico secco @ Little Mary Street
The Satellite Show @ Little Mary Street
Little TV @ Little Mary Street
24 mag

Il paese delle multe

Per darvi un’idea di quanti soldini incassano i comuni tartassando, spesso inutilmente, i cittadini con le multe. Date un occhio a questa tabella.

12 lug

Abbasso gli autovelox!

Evviva! E’ nato! Congratulazioni!…A Egna, in Alto Adige, non hanno resistito e si sono incazzati parecchio. E’ nato, infatti, un comitato per protestare contro le troppe multe comminate dai vigili urbani con gli autovelox, piazzati sulla statale. A detta dei i promotori del comitato, “l’amministrazione comunale è solamente intenzionata a incassare i soldi delle multe, che negli ultimi sei mesi ammontano a più di 2 mila” (hai capito, eh… Furbacchioni!). Tra l’altro, questi arditi hanno il sostegno del “Centro tutela consumatori utenti di Bolzano”. Secondo loro, gli apparecchi sono messi vicino a segnaletiche “ritenute insufficienti”. Tutti i porelli che hanno pigliato la multa sono quindi invitati (e sottoscrivo l’invito) a fare ricorso.

05 giu

Evviva le regate


Io di barche, yacht, navi, vele, motori, nodi, poppa, prua e così via non ci capisco nulla. Già di sport non sono un appassionato, non sopporto più di tanto il calcio (esclusi mondiali ed europei ovviamente), mi annoia tantissimo il ciclismo, ogni tanto guardo qualche gran premio tra ruote e motori, ma di regate non ne voglio sapere. Eppure ci provo a mettermi lì a guardare, ma non ci riesco e in tempi record cambio canale, come faccio per Rete Quattro. Non riesco a trovare quello stimolo che mi renda interessante la cosa, non ce la faccio, ma un po’ mi sento in colpa. Insomma, per l’American’s Cup c’era mezzo mondo con gli occhi su Valencia, ora tocca alla Louis Vuitton Cup… Non ce la faccio, mi dispiace, ma come si fa? Cosa devo fare per farmela piacere? Provo a stare una settimana sul Garda? A me di vedere un intero equipaggio griffato dalla testa ai piedi, che viaggia su una barca (ecco, magari non si chiama nemmeno barca) totalmente griffata non va. In più i cronisti descrivono questi sportivi-tutto-lusso del mare, dalle indubbie prestazioni, come fossero gli eroi dei quattro venti… Ma de che? Sono contento per chi si fa prendere dalle dettagliatissime grafiche sullo schermo, con tanto di traiettorie, traguardi, boe e altro ancora, ma proprio non li capisco.

03 mag

La pula è spietata. Quanto il destino.

Questa volta lasciamo stare i vigili urbani, che se no m’annoio… Vi racconto invece di una stupenda giornata d’inizio estate di qualche anno fa. Quella mattina avevo un colloquio di lavoro nella bassa padovana, quindi per la partenza da Trento era prevista una bella levataccia, ma questa non fu l’unica pecca di quelle ventiquattro ore.Tanto per cominciare non potevo usare la mia macchina, non ricordo per quali motivi, ma probabilmente aveva qualche guasto (era davvero un bidone). Alle sette del mattino parto e mi accorgo che l’auto che mi avevano prestato era praticamente senza benzina. Benissimo, può succedere, solo a me, ma può succedere. Allora vado verso il distributore di benzina più vicino e… Non mi trovo tutte le pompe fuori uso, perchè quei disgraziati che stavano facendo dei lavori nel cantiere accanto avevano reciso i cavi dell’elettricità! Cacchio, manco il self-service funzionava. Che dire, cominciavo a essere un cicinìn nervoso. Punto e a capo, vado verso un altro distributore che per fortuna ha fatto il suo dovere. Sfamato la macchina inizio a sfrecciare verso il Veneto, ma lungo il mio tragitto chi potevo incontrare? Chi se non proprio in questo giorno? Una pattuglia della stradale armata di autovelox.Ero a 120 su un limite di 90 cazzo di chilometri all’ora.Agente: “Patente e libretto per cortesia”.Vittima: “Eccoli, la macchina non è mia, me l’hanno prestata…”.A: “Sa che lei viaggiava a 30 chilometri sopra il limite?”.V: “Vaffanculo” ho pensato. “Eh, non me ne sono accorto” ho detto.A: “Lei è in contravvenzione e bla-bla, bla-bla…(insomma, 5 punti e qualche centinaia di euro, tutti in quel posto)”.V: “So che viaggiavo un po’ veloce, ma sto andando a fare un colloquio di lavoro e sono in ritardo…” faccia triste in cerca di pietà.A: “Eh, allora poteva partire prima”. (Vaie a spiegà tutto er casino)V: “…Lo so…”.Al che l’agente finisce di scrivere la mia condanna, mi consegna il bigliettino e mi fa…”Bè, in bocca al lupo”.In quel momento scendo dalla macchina, prendo la mazza da baseball dal bagagliaio, gli spezzo tutte e due le ginocchia e lo riempio di maledizioni.Scherzo.Rispondo semplicemente con un abbacchiatissimo “Grazie”, d’altro canto quel poliziotto mi sembrava sincero.Finita qui? No.Intanto riprendo la mia corsa, terrorizzato dai limiti di velocità e ossessionato dalla paura di incontrare ulteriori e temibili pattuglie, ma passato il traffico della cintura di Padova, mi ritrovo in colonna. Cacchio, pure la coda. Aspetto mezz’ora con il motore spento, mi informo e mi dicono che era successo un incidente mortale. Non c’era nulla da fare, decido di comunicare il mio ritardo all’azienda che mi stava aspettando e… Scopro che non avevo memorizzato il numero di telefono (che pirla). Non mi restava altro da fare che bestemmiare in tutte le lingue conosciute. All’epoca solo l’italiano.Fortuna nella sfortuna, mi chiama l’azienda stessa per dirmi che anche loro erano in ritardo e con l’occasione spiego la mia situazione alla segretaria, cercando inconsciamente la sua compassione.La coda si smaltisce e purtroppo mi capita anche di vedere (giustamente a pochi minuti da un colloquio di lavoro) il corpo di un povero vecchio schiacciato dalle ruote di un autoarticolato. Mannaggia.Finalmente giungo a destinazione, dove per circa due ore aspetto di essere colloquiato (esiste?). Scambio due battute con gli altri candidati, che di solito ti danno l’impressione di essere migliori di te, leggo qualche house organ e comincio ad annoiarmi. All’improvviso tocca a me (sembrava d’essere dal medico). Entro e mi trovo davanti un megacaposupremo del reparto commerciale che fa di tutto per contraddirmi e tenta di capire di che stoffa son fatto. A lui interessava un buon venditore. Fatta anche questa, esco, vado verso la maledetta macchina e riparto verso casa, il tutto in una calma apparente.Ovviamente non mi presero, ma meglio così, quella giornata mi avrebbe portato sfiga per tutta la vita. Cacchio.

29 apr

Taccuino kid e Multa selvaggia

Rileggendo il post precedente, mi è venuto in mente un altro simpatico episodio (e me verranno in mente altri) che riguarda le divise bianco-blu. Era un sabato pomeriggio d’inizio estate, forse quella del 2005, e da vero masochista, invece che andare a prendere il primo sole di stagione o godermi il caldo che avanzava, sono andato a “pompare” in palestra. No, non sono un palestratone, però è un’attività che mi fa scaricare i nervi e nonostante le apparenze la cosa mi rilassa. Finito il mio allenamento allietato da una temperatura molto più che primaverile (stavo grondando), esco dalla palestra, situata a fianco di un centro sportivo, e vado verso la mia macchina. L’unica auto parcheggiata su una strada fuori dal centro e priva di qualsiasi ombra di traffico urbano, extraurbano, autostradale, aereo, navale… Insomma, di lì non ci passava anima viva. Mi avvicino alla portiera e mi cade lo sguardo sul parabrezza… Sotto il tergicristallo.

“Tò, pure qui ti infilano la pubblicità”, povero ingenuo. Era una multa.
” – Meglio se non scrivo la prima parte delle cose che ho detto – “.
“Ma che cazzo, ma guarda te se mi devono fare la multa in mezzo al deserto? Ma sono imbecilli?”. Si, stavo parlando da solo.

Allora che ho fatto? Siccome avevo una macchina fotografica (fortuna versus sfiga), mi sono messo a scattare delle foto alla macchina colpita a morte dalla multa, proprio dietro un cartello mobile che indicava il divieto di sosta a partire dal lunedì successivo. Eccheccacchio, sapevo che c’era, mica ero scemo. In quel momento, con tutto il mio stupore, torna sul luogo del delitto la macchina dei vigili urbani. Incredibile, venivano a cercare altre vittime per batter cassa in comune. Ovviamente li fermo. Seduti nella Subaru, pagata a suon di contravvenzioni, erano in due, entrambi occhiali scuri, forse Rayban.

Si trattava certamente di Taccuino kid e Multa selvaggia.

“Scusate, siete stati voi a farmi la multa?”, palesemente incazzato come una iena.
“Si, era in divieto di sosta, non ha visto i cartelli?” mi risponde Taccuino con fare da sbruffone.
“Quali cartelli, io vedo solo questo che sto fotografando, lei come si chiama?” non fatemi mai incazzare, mi raccomando.
“Senta, i cartelli, quelli fissi lungo tutto il lato della strada sono già lì da qualche giorno”.
“Ho capito, va bene, non li ho visti. Ma le sembra normale fare la multa all’unica macchina parcheggiata sulla strada e comunque… LE SEMBRA TRAFFICATA QUESTA STRADA? CHE TRA L’ALTRO E’ LARGA QUANTO UNA QUATTRO CORSIE?” gli dico gentilmente (anche no).
“Lo so ma lei era in divieto di sosta…” e qui cominciava a volersene andare.
“Scusate, quindi a voi sembra normale fare multe in queste condizioni? Non avete minimamente il buon senso a cosa serve fare multe in sto modo, me lo spiegate?” gli dico cercando di restar calmo.
“Se vuole farsela togliere faccia ricorso” e nel mentre ritorna nell’abitacolo (si era messo in piedi appoggiato sul tettuccio) chiude il finestrino e riparte. Multa selvaggia sta zitto e sorride.
“GRAZIE MILLE AGENTE, STIA TRANQUILLO CHE MI FARO’ SENTIRE!” gli grido mentre si allontanano.

Che razza di imbecilli. Bel modo di attirarsi l’antipatia della gente, ma questa volta avevano beccato la persona sbagliata. All’epoca scrivevo per un giornale locale.
Siccome sono una persona corretta (almeno credo…Eheheh) non ho scritto articoli pompati o stravolti per danneggiare quel vigile urbano. Ho semplicemente fatto pubblicare un pezzo tra le lettere al giornale, come avrebbe fatto un lettore qualsiasi. Nel pezzo in sostanza ho descritto la vicenda nei dettagli, permettendomi di aggiungere quello che pensavo (visto che non si trattava di una notizia) e concludendo più o meno in questo modo “…Multa pagata, ma senza l’effetto della sanzione. Un po’ di buon senso nelle cose”.
Non so se quel vigile abbia letto quelle righe o meno, ad ogni modo non mi risulta ci siano state più multe così idiote, almeno su quella tratta.
Una piccola grande rivincita su carta.

13 apr

Cellulare al volante

Proprio ieri mattina scorazzavo in macchina per le vie del centro della bella Trento e partendo da uno stop mi è capitato di vedere un’auto della polizia con a bordo due agenti, però quello alla guida era al volante con una sola mano, mentre con l’altra era probabilmente impegnato in una simpatica conversazione al cellulare, visto che sotto i suoi occhiali da sole se la rideva di gusto.Ma ti pare? Dirlo sarà banale, ma non dovrebbero essere loro i primi a dare il cosiddetto buon esempio? Non mi venga a dire che era impegnato in una telefonata di servizio o altro, anche perchè loro al posto dell’autoradio hanno giusto una bella radiomobile. Ad ogni modo a questa cosa sono piuttosto sensibile, visti i miei “precedenti”…Da circa una settimana, forse meno, era entrata in vigore la patente a punti. In quella mattinata d’inizio estate mi trovavo fermo al mega incrocio di via Gattamelata a Padova, a bordo della macchina che il mio ex-suocero chiamava (a ragione) “cadavere”. Dovevo passare a prendere un’amica per tornare verso Trento. Sono in coda al semaforo sulla corsia per svoltare a sinistra. In quel momento scatta il verde e suona il cellulare… “Oddio, che faccio, rispondo?”… “Ma si, sono ancora fermo, poi sarà la tipa che mi chiede dove sono. Il tempo di dirle che son a duecento metri da casa sua e metto giù”.Rispondo, comincio a parlare e nello stesso istante incrocio lo sguardo di una pattuglia di vigili urbani in moto, fermi sull’altro lato della strada.”Cacchio, i Cips, sono fregato”.Faccio finta di sistemarmi i capelli (ero rapato quasi a zero) e lascio cadere il cellulare dietro di me. Nello specchietto retrovisore non vedo segnali d’inseguimento e penso di essermi salvato, svolto nella stradina dove mi sta aspettando la mia amica, spengo il motore e… Mi si affianca il centauro bianco blu.”Patente e libretto” mi dice con fare da Terminator.”Eccole qua” rispondo in tono fanciullesco.”Sa che secondo il codice j432jl342l42lk lei è in contravvenzione e le saranno decurtati 5 punti dalla patente?”.”Perchè?” rispondo scivolando clamorosamente sugli specchi.”Era al volante e stava parlando al cellulare” mi fa seccamente.”Ma no, io ero fermo, non stavo mica guidando”.”Mi spiace, lei è in contravvenzione”.Nulla da fare, poi ho anche provato a commuoverlo visto che ero studente e non è che avevo tutta questa disponibilità economica… Ed era vero!Dopo essere almeno riuscito a fargli venire qualche dubbio sul buon senso della sua azione, a rovinare tutto è arrivato l’altro collega, credo Ponciarello, che in pochi secondi ha annientato ogni spiraglio di pietà nella coscienza del suo compare. 5 punti e non so quanti euro: me li sono ciucciati tutti. Per il resto della giornata, compreso il viaggio con a fianco la mia amica mortificata (povera), non ho fatto altro che notare gente al volante con il cellulare in mano. Mannaggia, mannaggia. Che faccio la prossima volta che vedo un agente al telefono mentre guida? Gli dico che è in contravvenzione?

Home    Little...che?    Contatti    RSS FeedRSS Feed    Contatto Facile    design by hello!