L’ultimo bacio al caffè
E’ con grande dolore che annuncio la scomparsa della giovane moca, che per pochi mesi mi ha accompagnato in quel di Vicenza. Fin dai primi giorni, quando ero completamente solo, senza nemmeno i mobili, lei mi dava conforto. Con il suo profumo, il suo sapore, il suo aroma, lei era lì con me. Era sempre pronta a tirarmi su, non serviva chiederle nulla. Bastava una scintilla e tutto era fatto, avevo quella carica in più per affrontare la giornata. Come un bacio al caffè. Veniamo ora alla cronaca dei fatti. Era un sabato mattina, quando l’autrice del delitto stava preparando la sua dose mattutina di caffeina. Io, ancora in dormiveglia, tra i pochi rumori che riuscivo a percepire, riconobbi una risata, che in quel momento mi risultò bizzarra. Dopo qualche ora riuscì ad alzarmi dal letto, tutto taceva e l’aria sapeva di plastica. Mi avvicinai al tavolo e indicata da una serie di agrumi messi in fila a forma di freccia, trovai la confessione del delitto con tanto di firma. La dichiarazione aveva pure un titolo: Bramando per un po’ di diossina. Dopo aver riso per un quarto d’ora concessi meritata sepoltura alla povera moca, che ormai era una fusione di ferro e plastica. Addio moca, addio per sempre.
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