Morire per la pace
Quei sei ragazzi sono morti facendo il loro mestiere. Facendo i soldati, erano dei parà della Folgore. Loro sono morti per portare la pace e questo sembra davvero assurdo, ma è la stessa storia che si ripete da quando esistono gli eserciti. Andare in battaglia significa rischiare la vita.
Ed ora dureranno giorni i soliti rituali più o meno solenni: il minuto di silenzio, i messaggi di solidarietà, i funerali di stato, le lacrime dei familiari, le testimonianze e la ricostruzione dei fatti, le medaglie, l’opposizione che chiede il ritiro delle truppe, le reazioni del governo, i commenti della comunità internazionale.
Si fermarà mai la grande macchina del lutto di stato?
In quella terra, in Afghanistan, purtroppo è stato innescato qualcosa che ci è sfuggito di mano.
Ad ogni modo esistono altre guerre con migliaia di morti ogni anno, persone che hanno la stessa dignità di chi cade in guerra:
- 1120 morti sul lavoro nel 2008
- 5131 incidenti stradali mortali nel 2007
- 8000 morti ogni anno per incidenti domestici
Songpost: The day that never comes – Metallica


Venerdì sera, on stage allo Smallville di Vicenza, mi sono sparato il concerto dei milanesi Fratelli Calafuria, un rock italiano bello tosto e in stile Queens of The Stone Age. Loro bravi e divertenti, ma li han fatti suonare poco, il pubblico scarseggiava ed era accecato dalle orrende luci proiettate dal palco! Almeno me la sono spassata con chi mi ha accompagnato, che fino ad allora ingnorava come metallari e metallare ballassero quel genere (squotendo la testa un po’ di qua un po’ di là). Io e lei abbiam pure pogato. Fratelli Calafuria: “
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Non poteva mancare la più storica delle loro ballad – “
Da circa un anno e mezzo Little Mary Street è il luogo in cui si incrociano musica, storie e vita quotidiana. Oggi ho deciso di partire in tour. Cioè? Una serie di approfondimenti dedicati ad una singola band, per conoscerla meglio, per capirne insieme la storia ed i pezzi migliori. Vista la mia indole, direi di partire con i Metallica, che hanno alle spalle una storia molto interessante. Los Angeles, 1981. Da allora continuano a fare dell’ottimo metal, tanto da aver venduto qualcosa come 100 milioni di dischi in tutto il mondo, una vera e propria istituzione. Dopo svariati e tristi cambi, che vi racconterò in altri post, la formazione dei Metallica è oggi composta da James Hetfield, Lars Ulrich (i fondatori), Kirk Hammett e l’ultimo arrivato Robert Trujillo. Veniamo alla canzone. Non partirò dai classici (troppo banale), anzi vi consiglio questo video, che è praticamente un cortometraggio. Ok, sempre americani sono, in più metallari d’eccellenza, ma il pezzo ha un significato importante, legato al male che ci affligge e ci perseguita da secoli: la guerra. Tutta vostra:
Uno dei primi e dei più famosi gruppi del genere “stoner” (stoned = fuori come un cammello per l’assunzione di sostanze stupefacenti) sono certamente i “Kyuss” (che si legge càius, non chìus come putroppo ho sentito dire spesso). Il gruppo si forma nel ‘90 e i componenti sono: John Garcia (voce) che ora canta con gli “Hermano”, dopo aver pubblicato un gran cd con gli “Unida”; Josh Homme (chitarra) ora frontman dei “Queens of The Stone Age”; Nick Oliveri (basso) che dopo essere stato cacciato dai QTSA, perchè ai concerti suonava nudo e sfasciava tutto, si è dedicato ai “Mondo Generator”; Brant Bjork (batteria) ora solista e leader dei “Che”. Questi bravi ragazzi iniziarono la loro carriera con i desert party. Cioè? Dunque, nei primi anni novanta loro e qualche decina di disperati avevano l’abitudine di trovarsi con generatori, ampli, strumenti, droghe e alcol alla mano, nel mezzo del deserto californiano per delle lunghe sessioni di musica. Delle jam session in cui i gruppi si mescolavano e suonavano per ore, fino alla devastazione. Ma da queste avventure psichedeliche ne uscirono ottimi risultati con molti dischi e date ovunque. A quanto pare, ai loro esordi, i Kyuss vennero contattati dai Metallica per un tour come gruppo spalla, ma loro inizialmente rifiutarono. Non c’avevano cazzi di andare in tour, troppa gente, troppe foto… Dei personaggi.
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