Ma si, hanno fatto bene in fondo! Che ce ne facciamo di sti immigrati? Demoliamo tutto! Poi giù a Rosarno e a Reggio Calabria hanno altri problemi a cui pensare…
Ma guarda un po’ questi immigrati clandestini, gli italiani gli danno il lavoro e si lamentano pure… Pensa te, li pagano 15 euro al giorno per spaccarsi la schiena e sotto una probabile minaccia di denuncia (molti non hanno il permesso di soggiorno) e ancora non gli va bene! Ma cosa vogliono di più? Diritti umani? Dignità? Rispetto? Fare ascoltare la loro disperazione? (continua…)
Nessuna violenza è giustificata, su questo siamo d’accordo tutti, ma con la scusa dell’aggressione al premier questa notizia è ormai diventata uno spot elettorale gratuito ed amplificato al massimo.
La puntata di Matrix del 15 dicembre era zeppa di immagini di Berlusconi che stringe le mani della folla, mentre gli ospiti (primo fra tutti il medico Zangrillo) lodano il coraggio di Silvio: il presidente temerario che sfida ogni rischio e che addirittura è uscito dalla macchina ferito per accertarsi che non linciassero l’aggressore. Ci mancavano in studio le bandiere del Pdl e lo spot sarebbe stato completo.
Anche il Ministro Maroni ha fatto il suo bel monologo su quanto sono brave le forze di sicurezza, quando è palese che c’é stata una falla nella scorta. La scusa del presidente che va dove gli pare non tiene. Ad ogni modo Matrix (almeno la versione post Mentana, quella americanizzata di Vinci) non è nuova alla propaganda del governo: una delle scorse puntate il Ministro Zaia ha avuto notevole visibilità e “simpatia” in una versione domestica. Per gran parte della trasmissione il baldo leghista ha fatto la spesa con Vinci in un supermercato americano.
Riguardo ai contenuti, la maggior parte della puntata di ieri era incentrata sulle espressioni del volto di Massimo Tartaglia (fermo immagine da svariati secondi), il suo profilo psicologico, il peso della statuetta, l’intervista al padre mortificato, il ricovero allo psichiatrico, le interviste ai conoscenti, le testimonianze… Giornalismo gossipparo e patetico.
Fa piacere infine notare quanta ignoranza ci sia riguardo alle dinamiche dei social network. Sembra che queste indefinite aggregazioni online (gruppi Facebook) rappresentino dei nuovi, pericolosi ed incontrollabili movimenti senza partito. “Stiamo pensando ad un mezzo per la magistratura- ha detto Maroni – per perseguire chi commette un reato sul web…”. Lui dice di no, per me questa si chiama censura. Terribile. Terribile dare tutta questa importanza a qualche gruppo di cattivo gusto. Vogliamo nominare Ahmadinejad sottosegretario agli Interni? Lui sa bene come funziona.
C’è chi bacchetta, chi fa l’offeso, chi offende, chi fa polemica… La bagarre tra Maroni, La Russa, Frattini e l’Alto Commissariato per le Nazioni Unite per i Rifugiati è imbarazzante a prescindere dalle ragioni. I disgraziati che mollano tutto per una speranza e in cerca di aiuto vanno accolti, qualunque sia la nazionalità. Li fermiamo in partenza e selezioniamo le richieste dice il governo, ma scherziamo? D’altro canto gli scafisti, i moderni schiavisti, vanno fermati come vanno fermati i viaggi della disperazione. Tutto questo va fatto però alla radice, cosa che richiede tempo e diplomazia. Nel frattempo risparmiateci questo patetico bisticciare…
Dunque, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni è uno storico rappresentante della Lega Nord, partito dall’impulso secessionista che tra i primi, dopo il fascismo, ha introdotto un organismo di sicurezza politico ai confini della legalità: la guardia nazionale padana, composta dalle cosiddette camicie verdi. Lui, capo di un dicastero fondamentale per il Paese, ci sta rassicurando sul fatto che con questo nuovo e ulteriore “decreto sicurezza” non ci saranno più ronde? Anzi, ci saranno, ma regolarizzate ovvero niente più “ronde fai da te”. Bè, ora sono davvero tranquillo. Qualcuno comunque ha chiesto a poliziotti, carabinieri e vigili urbani – titolari legittimi dell’ordine pubblico – che cosa ne pensano delle ronde? Colonna sonora indiscussa: Sentinel di Mike Oldfield.