Che Maroni sti sbarchi
In Tunisia c’è appena stata una rivoluzione storica, hanno cacciato il dittatore, rischiano il caos, le derive nazionaliste, quelle estremiste islamiche, rischiano la fame e la povertà, nonostante la forza ed il coraggio che hanno avuto nello spodestare Ben Alì ed oltre 20 anni di dittatura.
Mentre in Italia, oltre alla totale confusione della politica interna, ci si mette a fare polemica con l’Unione Europe sulla gestione degli sbarchi. “Rischiamo 80 mila arrivi” dice il ministro Maroni. Certo, questi partono dalle spiagge disperati e qui in Italia, dove tra l’altro la gente ancora si spara per mafia o vendetta, ci si preoccupa del RISCHIO di ospitare dei fuggiaschi che si buttano in mare in cerca di speranza.
Esodo che, secondo Maroni, nasconde il forte rischio di infiltrazioni terroristiche: “Tra i clandestini sbarcati a Lampedusa abbiamo la certezza della presenza di evasi dalle carceri tunisine”. E già, questo è probabile, no? C’è stato un colpo di stato, sai com’è. Si sa, la Lega non ha un buon rapporto con gli stranieri, non li accetta, non li vuole e la prima reazione è stata comunque quella di capire se poteva respingerli.
Il ministro ha, infatti, sottolinato che il problema dei respingimenti non sussiste, non c’è racket…
Niente speronate o mitragliate ai barconi in stile Gheddafi, il vostro amichetto, eh?
Complimenti per l’umanità.



Dunque, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni è uno storico rappresentante della Lega Nord, partito dall’impulso secessionista che tra i primi, dopo il fascismo, ha introdotto un organismo di sicurezza politico ai confini della legalità: la guardia nazionale padana, composta dalle cosiddette
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