
In questi giorni non me ne va dritta una. Stavo viaggiando assorto nella mia macchina per le roventi strade di Trento, occhiale da sole, musica e finestrini aperti, quando una manciata di sassolini mi si rovescia sulla carrozzeria. Porca miseria, non c’ho più visto. Metto le quattro frecce, accosto e torno a piedi superincazzato verso il cantiere che avevo appena superato. In pratica una trivella aveva schizzato della ghiaia proprio mentre passavo. Becco un personaggio che guarda una ruspa salire su un camion (chi comanda di solito guarda, perciò…).
Io: “Scusi, dov’è il capo cantiere?”.
Capo cantiere: “Sono io”, mi fa scocciatissimo.
A quel punto gli tiro un pugno fortissimo che gli scarico addosso tutto il nervoso di sti giorni, ma all’ultimo secondo cambio idea e mi trattengo.
Io: “Mi sono appena arrivati sulla macchina una scarica di sassi partiti dalla vostra trivella” gli dico guardandolo dritto negli occhi.
Cc: “Ah, dobbiamo tirar su una rete, allora…” non era più tanto scocciato.
Io: “Non ho ancora guardato se ci sono stati danni, però so di aver sentito tipo una grandinata”, nel frattempo mi segue verso l’auto…
Cc: “Si, comunque non potevano essere grossi i sassi” (una pezza idiota).
Io: “Mica tanto” gli rispondo indicandogli una bella noce sporca di terra in mezzo alla strada e aggiungo “comunque il mio passeggero aveva il finestrino aperto e poteva finire male”.
Cc: “…”, intanto fa i raggi x alla mia macchina …E io pure.
Io: “Va bè, non mi pare ci siano graffi, comunque fate attenzione”, a quel punto volevo solo andarmene.
Cc: “Eh adesso mettiamo subito la rete, grazie e scusa!”, sembrava mortificato.
Che faccio, vado a piedi e non se ne parla più?
20
giu
Ho fretta, esco dal lavoro, vado verso la macchina, controllo di non avere multe, non ne ho e mi immetto nel traffico di Trento. Entro, accendo e parto. Mi lancio verso via Rosmini, non vado nè troppo forte nè troppo piano, vado. Già penso a quello che farò appena uscito dalla macchina, piena di sole cocente, e a quello che farò quando ritornerò al volante. Resto comunque concentrato nella guida, quando… Una Punto bianca mi taglia improvvisamente la strada e mi fa inchiodare di colpo. Di quì le bestemmie, gli insulti, i gestacci e le maledizioni. Guardo un po’ meglio all’interno della Punto e noto un rosario appeso allo specchieto: il mio aggressore stradale era una suora. Quasi bestemmio di nuovo.