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12 lug

Planet Bhima, sorella chitarra

Secondo round. Questa volta tocca al bhimiano Alberto Gandini, una delle due mitiche chitarre della band. Una cosa che lo caratterizza (e che tra l’altro coincide con l’altro chitarrista) è sicuramente la voglia di viaggiare. Ma sentiam che ci racconta:La musica appartiene al mondo, non se ne può fare a meno, ma che musica si ascolta su Planet Bhima?
Tutta la musica del mondo, appunto, a parte l’”unz unz unz…”, che decisamente è un po’ monotona. Ma soprattutto il rock, in tutte le sue forme, purchè ci sia energia e melodia non scontata.

Ti ricordi il primo giorno che hai messo piede in una sala prove?
Si, era una stanza a casa mia, io avevo 16 anni, una vester da 100 mila lire e un ampli squier 15W usato come pre…che nostalgia….non degli strumenti, ma dei 16 anni!

Il tuo primo palco?
Quando simulavo la febbre alle elementari mettendo il termometro sul termosifone…No dai! Il mitico carretto/palco del polisportivo a Creazzo…con i Kamikaze!….paura!

Riusciresti a spiegare la musica che suoni con un’immagine?
No.

Un musicista, il musicista, dammi un nome.
Tanti…ma Jeff…!

L’ultima canzone che avevi in cuffia.
Prison song dei SOAD.

Infine un messaggio per chi non ha mai ascoltato la tua musica, ma che un giorno potrebbe farlo.
Fallo, se poi ti dà emozioni hai scoperto un buon modo per evadere…senza controindicazioni…!

28 giu

Planet Bhima: Gran finale a Marostica plus La Manu

Pochi minuti fa i Planet Bhima hanno superato le semifinali di Marosticka e domani parteciperanno alle finalissime. Suoneremo su un gran bel palco nella piazza della scacchiera, al cospetto del bel castello. Otto band (credo) suoneranno soltanto un pezzo (putroppo) e verranno scrutati, smontati e rimontati da una giuria. A parte il concorso, devo ammettere che ci stiamo divertendo una cifra. Visto che ci sono, un grazie a tutti quelli che ci hanno dato una mano con le votazioni di Vicenzanet, dove siamo arrivati quarti su venti gruppi. Va bene così.Ora scatta l’intervista. I Planet Bhima, uno alla volta, passeranno a trovarci per Little Mary Street. Prima della lista a parlarci un po’ di se è La Manu, la nostra splendida e brava bassista.

La musica appartiene al mondo, non se ne può fare a meno, ma che musica si ascolta su Planet Bhima?

Su Planet bhima si ascolta tutta la musica che trasmette qualcosa: un’emozione, un colore…
un ricordo, che rispecchia uno stato d’animo.

Ti ricordi il primo giorno che hai messo piede in una sala prove?
Si, avevo 19 anni e mi ci ha accompagnato un mio amico. Un gruppo cercava un bassista… non sapevo suonare (o quasi) ma mi sono buttata. Cover dei Cult, Doors, Ugly Kid Joe, Mr. big….

Il tuo primo palco?
Il rimorchio di un camion in una sagra locale. Suonavo con un gruppo che faceva quasi esclusivamente Deep Purple, qualcosa dei Led Zeppelin e degli AC/DC.

Riusciresti a spiegare la musica che suoni con un’immagine?
Me ne scorrono mille diverse davanti agli occhi quando riascolto ognuna delle nostre canzoni… troppe da descrivere.

Un musicista, il musicista, dammi un nome… Jeff Buckley, senza dubbio.

L’ultima canzone che avevi in cuffia… Nothing degli Aeon Spoke.

Infine un messaggio per chi non ha mai ascoltato la tua musica, ma che un giorno potrebbe farlo.
Dove sei stato/a fino ad ora? Benvenuto/a su Planet Bhima!
I Planet Bhima (io almeno) suonano per chi ha voglia di condividere emozioni e di viverle attraverso la musica. Non cerchiamo di piacere, ma di comunicare e di esternare ciò che ognuno di noi ha dentro.

23 giu

Musica italiana o straniera?

Audiocoop ha indetto una sorta di sciopero radiofonico e il senso è questo: spegnere la radio per protestare contro il poco spazio concesso dai grandi network alla musica di casa nostra. A quanto pare solo il 15% dei brani messi in onda è roba italiana. Addirittura c’è una richiesta precisa, quella di istituire delle quote di programmazione destinate agli artisti del Belpaese.Mah, che dire, le quote rosa non funzionano nemmeno in politica, perchè tradurle in musica? E’ vero che le grosse emittenti fanno opinione e un pezzo se in palinsesto ottanta volte al giorno, prima o poi ti piace, ma è anche vero che grandi artisti italiani al momento non ne vedo. Il problema principale credo sia la difficoltà di gruppi e cantanti emergenti nell’accedere a certi livelli di visibilità. I musicisti, quelli storici, hanno monopolizzato il mercato discografico, la selezione la fanno loro e si sa come vanno a finire le cose… All’italiana: io conosco quello, che conosce quello lì, allora mi ha presentato quell’altro e così via.D’accordo, spegnamo pure la radio, ma almeno andiamo a vederci un concerto, magari nella nostra città e di un gruppo che conosciamo appena. Meglio una protesta attiva.

13 giu

Rockstar vs Fan


Facendomi un giretto tra le notizie musicali, ho notato questa sui Rolling Stones pubblicata dall’Ansa. Davvero curiosa. Queste leggende viventi del rock, finito il loro concerto sull’Isola di Wight hanno “rubato” ai loro fan il traghetto che li doveva portare sulla terraferma. Com’è andata a finire? Praticamente in centinaia sono stati costretti a far le ore piccole sull’isola dove si e’ tenuto il festival e questo perchè Mick Jagger & Company avevano riservato per loro la nave da oltre 500 posti, che dopo mezzanotte salpava per Leamington. Questo il commento a freddo di un loro fan: ”li stavo applaudendo poche ore fa, ma adesso li sto maledicendo”.
Che dite, gli Stones possono farlo?

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