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30 ott

I love NY …And I don’t give a shit ’bout New Delhi

No, purtroppo non ho mai visto New York (non ancora), però sembra che per molti sarebbe il posto ideale per vivere o almeno questo è quanto è emerso dal mio umile sondaggio.

Questi i risultati:

  • Al primo posto troviamo, appunto, NY con 16 voti. Uòtzamericàaan’;
  • Ar seconno posto trovamo ‘a città eterna, a’ bbella Roma, che cor fascino de l’impero se porta a casa 11 voti;
  • Il terzo posto è tra i canguri della pressochè sconosciuta Canberra, capitale dell’Australia, che si è pigliata 6 preferenze;
  • Il quarto posto, invece, è riservato a un paio di amanti dell’Africa, che probabilmente erano appena tornati da Nairobi.
  • Il quinto posto non esiste, perchè nessuno andrebbe mai a vivere a Nuova Delhi. Su 35 manco uno a morì. Altro che fascino indiano, qui c’è il terrore di Bollywood.

Che considerazioni possiamo fare?

Ma si, chi se ne frega di natura, colori, orizzonti, animali, bàobab, coccodrilli, mercati sconosciuti, silenzi sconfinati e cieli impressionanti. A noi interessano la modernità, i grattacieli, la comodità, i negozi, i taxi gialli e ciccioni, la bandiera a stelle e strisce, la statua della libertà, le imitazioni della vecchia Europa, le macchine appena uscite da pimp my ride… Giusto, gli Stati Uniti sono il futuro, la guida verso un mondo libero da povertà, guerre, malattie, ignoranza, insomma, bisogna stare al passo coi tempi.

Bene, dopo queste righe di sarcasmo acidulo che preferisco non proseguire (e in cui non era mia intenzione criticare chi ha scelto NY), posso tranquillamente dirvi che ho votato Roma. la città più bella del mondo, a prescindere.

25 giu

Beati i gatti


Sono al supermercato che faccio spesa, compro cose, guardo i prezzi, faccio il cliente. Da bravo consumatore mi guardo in giro e riempio il cestino rosso (il carrello sarebbe troppo) senza lista, così, a braccio. Arrivo alla cassa, che scelgo con estrema attenzione ovvero con cassiera esperta e fila scarsa, e vedo una signora che sta mettendo sul nastro un cestello zeppo di cibo per gatti. Qui penso: – che belli i gatti, ne vorrei uno, tanto per non essere il più pigro della casa – . Le scatolette stanno per passare in cassa e la titolare della postazione… Cassiera: “Signora, sono tutte uguali?”. Signorachecomprailcibopergatti: “No, sono di cinque tipi diversi!”. C: “Ah però, allora devo passarli uno ad uno”. S: “Mica posso dargli sempre la stessa cosa? Poi se ne accorge!”. C: “bip-bip…bip-bip…sono 20 euro, grazie”. Da grande voglio fare il gatto.

13 apr

Cellulare al volante

Proprio ieri mattina scorazzavo in macchina per le vie del centro della bella Trento e partendo da uno stop mi è capitato di vedere un’auto della polizia con a bordo due agenti, però quello alla guida era al volante con una sola mano, mentre con l’altra era probabilmente impegnato in una simpatica conversazione al cellulare, visto che sotto i suoi occhiali da sole se la rideva di gusto.Ma ti pare? Dirlo sarà banale, ma non dovrebbero essere loro i primi a dare il cosiddetto buon esempio? Non mi venga a dire che era impegnato in una telefonata di servizio o altro, anche perchè loro al posto dell’autoradio hanno giusto una bella radiomobile. Ad ogni modo a questa cosa sono piuttosto sensibile, visti i miei “precedenti”…Da circa una settimana, forse meno, era entrata in vigore la patente a punti. In quella mattinata d’inizio estate mi trovavo fermo al mega incrocio di via Gattamelata a Padova, a bordo della macchina che il mio ex-suocero chiamava (a ragione) “cadavere”. Dovevo passare a prendere un’amica per tornare verso Trento. Sono in coda al semaforo sulla corsia per svoltare a sinistra. In quel momento scatta il verde e suona il cellulare… “Oddio, che faccio, rispondo?”… “Ma si, sono ancora fermo, poi sarà la tipa che mi chiede dove sono. Il tempo di dirle che son a duecento metri da casa sua e metto giù”.Rispondo, comincio a parlare e nello stesso istante incrocio lo sguardo di una pattuglia di vigili urbani in moto, fermi sull’altro lato della strada.”Cacchio, i Cips, sono fregato”.Faccio finta di sistemarmi i capelli (ero rapato quasi a zero) e lascio cadere il cellulare dietro di me. Nello specchietto retrovisore non vedo segnali d’inseguimento e penso di essermi salvato, svolto nella stradina dove mi sta aspettando la mia amica, spengo il motore e… Mi si affianca il centauro bianco blu.”Patente e libretto” mi dice con fare da Terminator.”Eccole qua” rispondo in tono fanciullesco.”Sa che secondo il codice j432jl342l42lk lei è in contravvenzione e le saranno decurtati 5 punti dalla patente?”.”Perchè?” rispondo scivolando clamorosamente sugli specchi.”Era al volante e stava parlando al cellulare” mi fa seccamente.”Ma no, io ero fermo, non stavo mica guidando”.”Mi spiace, lei è in contravvenzione”.Nulla da fare, poi ho anche provato a commuoverlo visto che ero studente e non è che avevo tutta questa disponibilità economica… Ed era vero!Dopo essere almeno riuscito a fargli venire qualche dubbio sul buon senso della sua azione, a rovinare tutto è arrivato l’altro collega, credo Ponciarello, che in pochi secondi ha annientato ogni spiraglio di pietà nella coscienza del suo compare. 5 punti e non so quanti euro: me li sono ciucciati tutti. Per il resto della giornata, compreso il viaggio con a fianco la mia amica mortificata (povera), non ho fatto altro che notare gente al volante con il cellulare in mano. Mannaggia, mannaggia. Che faccio la prossima volta che vedo un agente al telefono mentre guida? Gli dico che è in contravvenzione?

01 apr

Rotatorie, evviva.

Le mitiche rotatorie, la soluzione del secolo per le code e il cosiddetto traffico intenso…
Sarà davvero così? Può darsi, ma il problema non è questo. Quanti le sanno percorrere? Quante volte vi è capitato di aspettare 10 minuti in entrata, perchè il tipo della macchina davanti non sa quando ha la precedenza? Poi ci sono quelli che girano all’interno e per svoltare tagliano la strada a chiunque. Infine non manca mai chi la piglia in contromano. Altre bellissime rotatorie sono quelle che si trovano improvvisamente nel mezzo del nulla, nelle zone industriali o in aperta campagna. Niente traffico, niente code, manco un rallentamento e ci piazzano la rotatoria. Che palle, dove sono finiti quei bei semafori a tre luci? Dove sono le corsie con le frecce? Dite la verità, le avete inventate per eliminare i venditori di fiori, i mendicanti e i lavavetri? Come faremo noi automobilisti senza le partenze ancora da rosso? E il rombo dei motori prima del via… E lo strombazzare dei clacson allo scattar del verde, le sgommate, gli sguardi di sfida…
Tutto questo dov’è andato? Come faremo a viaggiar nell’indifferenza, noi automobilisti?

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