L’altro giorno stavo guardando uno di quei “simpatici” programmi americani su Mtv, tipo “the next” o quelle robe là, che se li guardi con un po’ di distacco ti fanno pure ridere. In questo caso ricordo che la protagonista della puntata voleva essere rassicurata sul fatto che uno dei pretendenti fosse in grado di difenderla da un’eventuale aggressione. Come lo ha fatto? Ha preso il tipo appena sceso dall’autobus (ancora con i denti luccicanti), lo ha vestito in calzamaglia, maschera e mantello, e lo ha dato in pasto a un enorme lottatore professionisa di wrestling. Ovviamente l’energumeno ha avuto la meglio, ma nel frattempo il povero pretendente, sulla via del massacro, si è giustamente sfogato scomodando molti santi del cielo.Proprio in questa occasione mi sono accorto di una cosa a cui non avevo mai fatto caso: gli asterischi nei sottotitoli. Insomma, se uno dice una parolaccia in tv o in radio viene censurato con un bip, invece per iscritto è necessario l’effetto asterisco. Ora, dico io, ma alla fine a che servono bip e simboli? E vogliamo parlare delle canzoni martoriate da suoni e crocette?…Facciamo un esperimento: Porca *******, ma che ***** vuoi da me, pezzo di *****? Se non la smetti di rompermi i ******** vengo lì e ti rompo il ****!…Quindi? N*n d*t*m* ch* s* c* m*tt* q**ttr* s*mb*l* n*n c*p*t* q**ll* ch* h* scr*tt*!…Forse ha lo stesso effetto di quando si cmabia l’odrine dlele ltetere ma cmouqnue si cpaisce lo stseso? Mai prvoato?…Voi che dite? Se c’è una parolaccia lasciamola, no? Oppure si toglie tutto e si fa più bella figura.Se proprio la censura ci deve essere, almeno venga fatta con stile…