Sito del ministero o blog personale?
Scusate, non vorrei insistere (o forse si), ma avete dato un’occhiata al sito ufficiale del Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione? http://www.innovazione.gov.it/home.htm (…in fondo al bluff, cliccate su ”Vai alla home del sito”)
A mio modesto parere questo portale ha tutto l’aspetto di un blog personale, anzi sembra proprio il blog personale del titolare di questo dicastero.
- Nella colonna di sinistra, sotto la voce “Audiovisivi”, c’è il video del Ministro Brunetta alla puntata di Uno Mattina del 30 giungno.
- Sempre lì sotto troviamo “Vignette” e a seguire “Vignette contro Brunetta“.
- In fondo alla colonna di sinistra la foto di un muro imbrattato con scritto “via i fannulloni”, manco fosse un gran vanto.
- Nella colonna centrale troviamo “L’azione del Ministro“. No comment.
- Scorrendo la colonna di destra faccio notare una delle notizie pubblicate nella sessione “In evidenza” e intitolata “Licenziare il dipendente pubblico? Si può!“. Cos’è una liberazione? Uno sfogo?
- Per concludere l’imbarazzante foto pubblicata in fondo a sinistra. Un contorno di protagonismo.
Altri “dettagli” che mi sono sfuggiti?
Rimane aperta la proposta di richiedere spiegazioni via email a Brunetta su questo singolare utilizzo di un sito di pubblica utilità (o almeno così dovrebbe essere) e mi sto riferendo al cosiddetto “Grande Bluff de L’Espresso”.
Direi di cominciare alla grande la prossima settimana. Lunedì 21 settembre. Ore 09:00.
L’indirizzo email lo trovate qui. Per i contenuti ne parliamo domani.



Stremato dall’incessante ricerca di fancazzisti pubblici il povero Brunetta si concede un pisolino… Durante l’Assemblea di Confindustria. Renato, per te questa canzone…
Approvato oggi il decreto “antifannulloni“: “la prima riforma istituzionale del governo Berlusconi” ha detto l’inarrestabile ministro Brunetta (Ansa). Ecco come confermare al mondo lo stereotipo dell’italiano fancazzista, ecco come umiliare i dipendenti pubblici, ecco come fare un po’ di propaganda antispreco. Mosse degne di una piccola versione italiana della Lady di ferro, ma la cosa più interessante è che siamo ancora convinti che i problemi si risolvano a suon di decreti. A questo punto dedico al nostro rappresentante della Funzione Pubblica una splendida versione live di “
Sono d’accordo sul fatto che all’Italia serva una bella dose di realismo e stabilità, ma senza proclami, spot, dichiarazioni pesanti, offese velate e appropriazioni indebite dell’opinione della gente. Caro Renato, lascia decidere alle donne a che età andare in pensione e prendi l’Italia per quella che è, senza volerla trasformare per forza in un efficiente paese scandinavo. A questo punto ti meriti un pezzo di quelli che furono i CCCP, poi diventati CSI ed infine i PGR dell’ormai eremita Giovanni Lindo Ferretti.
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