Safetysuit – Someone like you
E la versione rock non è male…
In Libia sono morte oltre 285 persone, finora. Stanno lottando per avere libertà di parola, per avere rispetto, futuro o forse soltanto per poter dare da mangiare ai propri figli.
Dal governo italiano, da Berlusconi, notoriamente amico e sostenitore del dittatore Gheddafi, nessun commento, solo una timida preoccupazione (quella di non interferire). Impacciati, come in tutto quello che stanno facendo, non sono nemmeno in grado di CONDANNARE duramente la REPRESSIONE OMICIDA che il colonnello sta operando sulla sua gente. Assoldando mercenari, sparando sulla folla con dei cecchini, uccidendo chiunque capiti sotto tiro, la rivolta è già nel sangue.
Qui in Italia, il ministro Frattini è preoccupato per il possibile aumento degli sbarchi.
Complimenti ancora per il silenzio codardo e l’umanità di convenienza.
Già, che ci fanno? Ogni anno, sempre di più, si discute tanto di presentatori, vallette, ospiti, polemiche varie… Ma i cantanti?
I cantanti è come se fossero lì per caso, come se fossero un riempitivo tra gli stacchi ballerini, le scenette viste e riviste, i soliti teatrini tra conduttore e vallette. Tutti pronti a notare chi sbaglia (come chi aspetta il fuori pista in Formula 1), tutti all’erta per giudicare, giudicare e giudicare.
Io mi limito a qualche commento… Ehehe…
Ottimo l’intro orchestrato dei Metallica per presentare Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis. Due tipe simpatiche e ovviamente bellissime.
Paolo e Luca (li adoro) al Festival di Sanremo? Come chiedere a Gianni Morandi di fare le Iene o Camera Cafè.
La Tatangelo sembrava una ragazzina… Aspetta, lo è!
Ferrero, un po’ una parodia di se stessa.
Modà, Emma, bravi!
Nota stonata quella di Patty Pravo, per cui ho il massimo rispetto. Interessante il suo abbigliamento alla Levi Montalcini, però la Patty era senza voce e con parecchie stecche. Peccato.
Al Bano, Al Bano, ti prego Al Bano, basta con le canzoni da sagra, liscio e pastasciutta.
Intanto passano il turno Tricarico, Luca Madonia con Franco Battiato, Giusy Ferrero, Roberto Vecchioni, Modà con Emma, Luca Barbarossa e Raquel Derosario, Al Bano, Nathalie, La Crus con Susanna Rigacci, Patty Pravo, Davide Van De Sfroos, Max Pezzali
Fuori Anna Tatangelo (Ahahah…) e Anna Oxa.
…Speriamo non vada a finire come Sanremo dell’anno scorso.
In Tunisia c’è appena stata una rivoluzione storica, hanno cacciato il dittatore, rischiano il caos, le derive nazionaliste, quelle estremiste islamiche, rischiano la fame e la povertà, nonostante la forza ed il coraggio che hanno avuto nello spodestare Ben Alì ed oltre 20 anni di dittatura.
Mentre in Italia, oltre alla totale confusione della politica interna, ci si mette a fare polemica con l’Unione Europe sulla gestione degli sbarchi. “Rischiamo 80 mila arrivi” dice il ministro Maroni. Certo, questi partono dalle spiagge disperati e qui in Italia, dove tra l’altro la gente ancora si spara per mafia o vendetta, ci si preoccupa del RISCHIO di ospitare dei fuggiaschi che si buttano in mare in cerca di speranza.
Esodo che, secondo Maroni, nasconde il forte rischio di infiltrazioni terroristiche: “Tra i clandestini sbarcati a Lampedusa abbiamo la certezza della presenza di evasi dalle carceri tunisine”. E già, questo è probabile, no? C’è stato un colpo di stato, sai com’è. Si sa, la Lega non ha un buon rapporto con gli stranieri, non li accetta, non li vuole e la prima reazione è stata comunque quella di capire se poteva respingerli.
Il ministro ha, infatti, sottolinato che il problema dei respingimenti non sussiste, non c’è racket…
Niente speronate o mitragliate ai barconi in stile Gheddafi, il vostro amichetto, eh?
Complimenti per l’umanità.
Eppure quando sento nei telegiornali notizie tipo “Berlusconi si è riunito ad Arcore con Alfano, Ministro della Giustizia, e l’onorevole Ghedini, il suo avvocato, per discutere del processo breve…” mi viene da ridere.
Lui, il Ministro ed il suo avvocato per discutere su come fare le leggi. Non è una barzelletta, ma una pazzesca realtà.
Ammettiamo che il premier stia agendo in buona fede, che non sia un imprenditore miliardario in preda a crisi di onnipotenza e manie di persecuzione, ma che sia un miliardario che crede nel cambiamento e nella riforma del paese. Facciamo questo sforzo. Ecco, non resta comunque inaccettabile un tale conflitto d’interessi? Il capo del governo che decide le sorti della giustizia con un suo ministro ed il proprio avvocato. Stessa situazione per diverse cariche pubbliche che riguardano suoi ex dirigenti o consulenti.
Non è questa una situazione almeno politicamente scorretta? Un’istituzione pubblica in cui vengono coinvolti certamente degli esperti, ma che avevano una relazione ben precisa con il suo passato imprenditoriale. Questi intrecci non fanno bene al paese e legittimano una commistione tra mondi che per buon senso dovrebbero stare separati.
Un’altra considerazione riguardo alle interminabili vicende giudiziarie di Berlusconi. Improbabili golpe della magistratura a parte, un uomo che ha 50 anni di impresa alle spalle (e che imprese), uno degli italiani più ricchi e tra le persone più potenti d’Europa, quanti affari avrà concluso nella propria vita? Di quante cose è formalmente responsabile? Quanti affari saranno stati sbrigati per conto suo senza che lui lo sapesse? Immagino tanti, tantissimi. E allora non è normale che possa finire con una certa frequenza sotto la lente della magistratura?
Diciamo che se gioco dieci partite rischio di perderne 4 o 5, ma se ne gioco 1000 quante rischio di perderne?
…Poi però ci penso e la voglia di ridere mi passa completamente.
Eh già, Ambrogio pensava proprio a tutto, anche a quelle voglie di ‘qualcosa di buono’ della signora in giallo.
Quanti ne mangerò ancora di Ferrero Rocher?
A volte mi chiedo che cosa scriveranno nei libri di storia, tra 50 anni, su di noi e su questo bizzarro periodo.
Per esempio:
Gli anni a cavallo del 2000 hanno assistito allo sviluppo di una generazione che diceva tutto ed il contrario di tutto. Si è trattato di un’epoca buia per le istituzioni e per la politica, incapace di essere obiettiva e di cogliere a fondo i problemi del paese.
Le tribune politiche, i talk show, si limitavano ad un ingarbugliato sovrapporsi di opinioni confuse e palesi contraddizioni. I conduttori dei programmi, ormai ossessionati dal fatto di dover ospitare tutte le parti in causa, ospitavano dibattiti senza senso, in cui un ospite o un politico esprimeva un opinione (spesso su fatti assai lontani dalla realtà) ed un altro ospite era subito pronto ad affermare l’esatto contrario.
Era un’Italia affossata dalla forza della televisione e di chi l’aveva inventata, di chi l’aveva venduta e di chi l’aveva fatta per decenni. Gli uomini al potere ci rimanevano fino a che riuscivano ad alzarsi dalla poltrona, senza lasciare il minimo spazio vitale al futuro e alla forza creativa dei giovani (pensate, persino i capi di governo avevano quasi 80 anni, tra i più anziani al mondo). I giovani non venivano messi in condizione di essere credibili e sono stati, infatti, rovinati dall’ingordigia e dall’egoismo di chi stava al potere.
Una situazione che ha portato all’estremo la ricerca di una sterile estetica, donne e uomini che sembravano dei mostri, nemmeno capaci di fare più un sorriso da quanta chimica portavano in faccia. Nessun ritegno nel chiedere o proporre ogni cosa pur di tentare la strada di una spesso fugace celebrità. Una curiosità che spingeva milioni di persone a passare intere giornate a spiare la vita degli altri, nei minimi dettagli, nei gesti quotidiani.
Nemmeno gli scandali riuscivano a far rinunciare le persone al proprio incarico. Bastava chiamarli in un altro modo e relegarli alla vita privata… Di persone pubbliche e con incarichi pubblici. Una società che riusciva a mantenere il potere grazie ai forti legami instaurati negli anni tra la politica ed i vari mondi economici e finanziari. Lo stesso Parlamento era prevalentemente composto da manager ed avvocati di chi stava al vertice, persone che agivano a braccetto con il legislatore ovvero ministri e pubblica amministrazione: una soluzione ideale per spianare la strada a personalismi, interessi privati e quelli delle cordate lobbistiche di riferimento.
Sempre più numerosi i rappresentanti del popolo che venivano scelti dall’alto e ‘comprati’ in caso di indebolimento delle maggioranze parlamentari. Altra tendenza negativa era la sempre maggiore ignoranza di base di senatori e deputati, la cui cultura si riferiva esclusivamente ai titoli dei giornali ed alle note stampa dei partiti, spesso con gravissime carenze sul funzionamento dell’apparato statale, della sua storia e sul piano linguistico.
L’Italia era precipitata verso una democrazia appassita, annebbiata dal disinteresse, dalla sfiducia e dalla paura.
Il collasso fu inevitabile.
Una valanga di soldi buttati giù dai palazzi, gente che fa a pezzetti i materassi buttando per aria manciate di banconote, cassette di sicurezza che esplodono, casseforti che vanno in frantumi con denaro sonante che rimbalza per le strade…
Queste le immagini dell’ultimo spot di Che Banca!
Complimenti, in questo periodo di cassa integrazione per tutti, di crisi profonda e di giovani senza lavoro, uno scenario del genere è proprio quello che ci vuole… Ma forse questi non rappresentano il vostro target.
Comunque non ci vedo nessuna ironia, sembra più che altro una patetica presa per il culo.
I risparmi di una vita sono cosa seria, c’è poco da scherzare, specie in questo periodo.