Tutto pronto per il Ministero della Rai
Giovedì 24 settembre, Annozero 5 milioni e 592 mila spettatori, share del 22,87 %.
Al Ministro Scajola il programma non è piaciuto, e come un padrone che s’incazza nella propria azienda, minaccia una convocazione dei vertici Rai.
“Il governo non ha alcun potere di intervento o di istruttoria su singoli programmi della Rai. In quindici anni di vigenza dei contratti di servizio non si è mai visto un intervento del genere. Si tratta di un abuso di potere e di un’invasione delle competenze di Agcom e commissione di Vigilanza ribadite proprio dall’articolo 39 del contratto di servizio, che esclude quelle competenze dall’ambito di verifica attribuito al governo“. Paolo Gentiloni, ex Ministro della Comunicazione.
“Non ho commesso nessuna intromissione. E’ compito del Ministro dello Sviluppo Economico, il quale sovrintende in rappresentanza delloStato al settore delle Comunicazioni, verificare che l’offerta televisiva sia conforme al contratto di servizio, al fine di tutelare i cittadini che versano il canone e ai quali va assicurato un adeguato livello culturale“. Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico.
Ma si, a questo punto perché non mettiamo in piedi un Ministero della Rai? Una squadra ministeriale dedicata a selezionare o censurare con cura programmi e palinsesti. Un team di esperti che decida cosa gli italiani possano ascoltare o vedere. Un ministro che possa mettere le mani sull’informazione, sulla cultura (la tv fa la sua parte… nel bene e nel male) e che tenga sotto controllo quello che gli elettori pensano e decidono. Oppure è stato già fatto tutto e io non ne sapevo nulla?
Songpost: The Raconteurs – Hands








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