Tranquilli, ci sono le ronde
Dunque, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni è uno storico rappresentante della Lega Nord, partito dall’impulso secessionista che tra i primi, dopo il fascismo, ha introdotto un organismo di sicurezza politico ai confini della legalità: la guardia nazionale padana, composta dalle cosiddette camicie verdi. Lui, capo di un dicastero fondamentale per il Paese, ci sta rassicurando sul fatto che con questo nuovo e ulteriore “decreto sicurezza” non ci saranno più ronde? Anzi, ci saranno, ma regolarizzate ovvero niente più “ronde fai da te”. Bè, ora sono davvero tranquillo. Qualcuno comunque ha chiesto a poliziotti, carabinieri e vigili urbani – titolari legittimi dell’ordine pubblico – che cosa ne pensano delle ronde? Colonna sonora indiscussa: Sentinel di Mike Oldfield.
Tutti i giorni sulla carta stampata, nei tg, nei talkshow, alla radio c’è Silvio… “E’ sceso in campo per noi” disse
Approvato oggi il decreto “antifannulloni“: “la prima riforma istituzionale del governo Berlusconi” ha detto l’inarrestabile ministro Brunetta (Ansa). Ecco come confermare al mondo lo stereotipo dell’italiano fancazzista, ecco come umiliare i dipendenti pubblici, ecco come fare un po’ di propaganda antispreco. Mosse degne di una piccola versione italiana della Lady di ferro, ma la cosa più interessante è che siamo ancora convinti che i problemi si risolvano a suon di decreti. A questo punto dedico al nostro rappresentante della Funzione Pubblica una splendida versione live di “
Bonolis e Laurenti uguale Aldo, Giovanni e Giacomo. Chi vi ricordano in fondo in fondo questi personaggi in qualsiasi contesto essi compaiano? Nessuno? Pensateci bene. Sarà per deformazione professionale, ma vedere la mitica coppia sul palco di Sanremo mi fa venire voglia di prendere un caffè. Stessa cosa vale per i tre comici, che ormai fanno pensare alla ricarica del telefonino. Idem per Gattuso o la bella Ilari Blasi. I testimonial non sono più quelli di una volta, sono molto di più, sono eccessivi, ti entrano nella testa senza che tu nemmeno te ne accorga. Quanto mi manca la nonnina di Ace Gentile o il tipo che diceva: “non un pennello grande, ma un grande pennello”. Percepita questa sensazione, mi sono sentito un po’ ingannato dalla TV, dai suoi infiniti trucchi e dal suo essere tanto effimera quanto incantevole. Comunque anche 50 anni fa la sapevano lunga:
Afterhours e Tricarico già fuori da Sanremo? Ecco, gli unici due artisti che più degli altri si avvicinano alla realtà musicale attuale sono in fase di ripescaggio. Vogliamo mettere a confronto un qualsiasi pezzo di questi artisti con la più patetica delle canzoni che abbia mai sentito per metrica, melodia e testo: “Luca era gay” di Povia. Torniamo a far inutili polemiche sui figli dei big, tipo Irene Fornaciari o il teatrino con tanto di presentazione ufficiale dei raccomandati? Parliamo anche dei soliti Al Bano, Pupo e Iva Zanicchi? Oppure delle autoproduzioni della TV come Marco Carta (non me ne voglia)? Il Festival della canzone italiana purtroppo non la rappresenta per niente a partire da stacchi musicali ed ospiti: tutti stranieri. Piuttosto che Kate Perry avrei accettato pure Laura Pausini. Per chi non conoscesse gli Afterhours:
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