Considerate le recenti “novità” nazionali, le schiaccianti vittorie, le imbarazzanti riconferme e l’improvviso bisogno d’autonomia affidato all’ignoranza di ciò che non si conosce, ho decisamente bisogno di un ottimo piano di fuga. Ho già pensato a tutto: il passaporto è pronto, la finestra sul mondo è lì che mi aspetta e c’è anche chi mi da una mano. Saranno questi cinque simpatici musicisti a portarmi dove gli pare, purchè sia lontano da tutto ciò che è stato già fatto, già detto, già visto e sentito. The Dillinger Escape Plan, una band mathcore (cioè con alto livello tecnico), che manderà in frantumi ogni ostacolo che incontrerò.
Singolare è l’origine di questo nome, che deriva dal leggendario rapinatore americano degli anni ‘30, John Dillinger. Questa sorta di Robin Hood rapinava le banche, ma prima di fuggire dava alle fiamme i registri contabili, sui cui erano annotati crediti, debiti e ipoteche. In molti gli furono riconoscenti. Torniamo ai giorni nostri con “Milk Lizard”.