Musica intensa: Mad At Gravity
Direttamente dalla California del Sud:
Mad At Gravity con “Walk away“. Un pezzo romantico, aggressivo, uno di quelli che ti fa chiudere gli occhi. Ok, sono abituato a un certo tipo di chitarre e forse a me loro non sembrano troppo heavy, però… Vi prego di ascoltare la voce di J.Lynn Johnston, che più o meno ha spiegato così il nome del gruppo: “It has so many applications, gravity being an inexplicable force. We can measure it, and we can test its effects. It’s the power that holds matter together. Every object has its own gravity, whether it’s a human body, a planet, or just a little rock on the ground. Yet nobody has figured out what it is or how it works. So, for many reasons, we all gravitated toward it”. Intanto mando un bacio alla persona che me li ha fatti conoscere.
Non ho mai apprezzato il Boss, non mi sono mai interessato, ma questa… Questa
C’era una volta una donna, una cara amica, che amava tanto i libri. Un giorno ne scrisse uno e forse poi un altro. Insomma, lei è tutto un libro e il suo sogno è di farli aprire agli altri, magari con una bella libreria. Nel frattempo in mezzo ai libri ci lavora e sembra essere davvero contenta. Ovviamente non è un caso se continuo a scrivere “libri”. Odio le ripetizioni. Certo, lei mica legge solo su carta, a volte si dedica al web, leggendo le minchiate che scrivo.Vero cara? Ecco, quindi per l’occasione ho pensato di regalarti una mucca.
Vi presento un album a cui tengo molto: The Fundamental Elements of Southtown. Proprio Southtown è stata la prima cover che ho cantato in un gruppo, quindi non la scorderò mai. Loro sono i P.O.D., band new-metal americana piazzata nella corrente del rock cosiddetto cristiano (che a dirlo sembra una bestemmia). Ve ne accorgerete dai testi. Tra l’altro P.O.D. singnifica: Payable On Death… Robe da States.
Ecco un altro gruppetto niente male. Non ricordo dove li ho tirati fuori, però li ascolto volentieri. Tanta melodia e chitarre che fanno saltare. La voce è forse la cosa più gradevole. Cercateli e non rimarrete delusi.
Vediamo se qualcuno ha mai sentito parlare degli Armor For Sleep. Nessuno? Mi è capitato tra le mani un loro cd: “What to do when you are dead”. Tranquilli, niente di gutturale, trash o roba sanguinaria. Ve li raccomando.
Oggi nel nuovo ufficio dove lavoro si sentivano delle belle e potenti raffiche di martello pneumatico..tatatatatat….tatatatat.. Per fortuna che non ero nella stanza confinante con il luogo del massacro di mattoni, perchè il frastuono era proprio insopportabile. Già, un bel massacro, tant’è che a un certo punto sti disgraziati hanno sfondato il muro e fatto un bel buco in ufficio. Spettacolare. La capasuprema, moglie del caposupremo, si è lanciata verso il povero muratore. Non so cosa gli abbia detto, però posso immaginare…”Cossa casso seo drio far? Disgrassiai!”.
Quando tutto finisce e poi ricomincia da capo, quando qualcosa si perde mentre qualcos’altro si trova, quando il tramonto diventa notte e l’alba è già all’orizzonte… Prima si sente freddo, tanto, poi il sole comincia a scaldare e la luce prende il posto del buio. Il fatto è che i giorni non si ripetono mai, ciò che è stato vissuto non ritorna. Come un volto visto per caso.
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