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28 set

Altro attentato!

Avevo appena accompagnato la mia miss glamour a lavoro e stavo rientrando a casa, stanco morto e stressato da una giornatina niente male, quando con la mia macchinina arrivo a Trento all’incrocio tra via Milano e Corso 3 novembre. Il semaforo non funzionava causa lavori e il traffico era smistato dai vigili urbani. Quattro vigili urbani, di cui uno era una vigila urbana. Che è successo? Dunque, questa la scena…
-Io provengo da via Milano, metto la freccia e faccio per svoltare verso viale Verona. Mi avvio tranquillamente, anche perchè la vigilessa riccioluta mi fa segno di andare, quindi mi ritrovo in mezzo all’incrocio. Allo stesso tempo vedo però l’altro vigile che da il via libera alle macchine dall’altra parte della strada: in quel momento l’ho vista brutta. Stavo rischiando di essere travolto da una colonna di automobili. A quel punto mi blocco in mezzo alla strada di fronte all’altro brillante e forse plurimedagliato agente di polizia municipale, lo guardo e alzo le mani dal volante, come per dire “Insomma, che cacchio devo fare? Vi decidete?”. Lui non mi caga di pezza, guarda wonder woman-con-paletta e le grida: “ma no, te devi vardàrme a miii!”. Mi defilo ridendo sotto i baffi e tentando di impennare con la macchina, ma alla fine non mi esce manco una sgommata. Quanto so’ scemi. Per gestire un incrocio bisogna chiamare la protezione civile? Swat? Genio militare?

25 set

Il mitico bisteccone…

Vi propongo in versione integrale quest’intevista di Giancarlo Dotto a Giampiero Galeazzi, pubblicata su “La Stampa”. Una cosa meravigliosa.

“Mi sono ritrovato addosso un set di valigie da 50 chili”

ROMA. Il mio canto del cigno saranno i mondiali di calcio del 2010 in Sudafrica, morirò con Nelson Mandela». L’ambizioso programma ha la voce inconfondibile di Giampiero Galeazzi, appena ammorbidita dai languori che salgono dal presentimento della cena. Incastrato nella sua poltrona di vimini il Bisteccone al tramonto è un’immagine lirica che infonde pace. Gli siedi accanto e senti di volergli bene, a questo smisurato omone, ostaggio di un mondo che ha solo sapori. Il Canottieri Roma, storico circolo sulle sponde del Tevere, è la sua seconda casa da sempre. «E’ la mia infanzia. So’ cresciuto a remi e racchette, mio padre era un allenatore di canottaggio, vedevo giocare a tennis Nicola Pietrangeli, ho visto passare di qua tutto il generone romano. Professionisti, commercianti, nullafacenti, ricchi veri e ricchi immaginari».-Si fa lobby nei circoli?«Appena me so’ laureato ho pensato: mo’ me sistemo, e invece niente. Come laureato in statistica non me filava nessuno. Più che lobby se faceva cazzeggio».-Da ricercatore statistico a giornalista. «Dovevo andare alla Doxa, invece finii alla Fiat, a Torino, come atleta. Qualche mese, poi er ghiaccio, er gelo, scappai a Roma. Me volevano mannà in Sudamerica. Me sarvò che i tupamaros ammazzarono dodici dirigenti della Fiat. Lo dissi a mia madre: vedi che succede da quelle parti? E così rimasi a Roma a fa’ er vitellone».-Eri uno smilzo talento con i remi. «Campione del mondo junior, olimpionico in Messico nel ‘68. Cinque vittorie negli assoluti. Dovevo prende’ le medicine pe’ ingrassa’. 1 e 93 per 90 chili. Ero trasparente».-Beh, proprio trasparente…«Mo’ so due anni che so’ stazionario, tra i 160 e i 162. M’hanno rovinato dieci anni di “Domenica In”. Magnavo la sera e non venivo più al circolo a fare la partitella. Me so’ ritrovato in poco tempo addosso un set de valigie de 50 chili».-T’ha rovinato Mara Venier. «Glielo dico sempre a Mara. Però m’ha completato professionalmente. Ballando e intervistando, stando accanto ai personaggi più vari ho imparato a comunicare. Se stai tutta la vita a parlare col centravanti della Roma o il terzino della Cremonese, resti limitato». -
Come ti convinsero a entrare nel circo? «Uscivo la sera con Mara Venier e Renzo Arbore all’epoca dei mondiali in America. Facevamo il giro delle buche jazz di New York. Ogni sera se cambiava buca, Arbore sentiva la musica, io magnavo e parlavo con Mara, le bistecche più grosse, la birra più buona. Un giorno, attraversando una strada in mezzo al traffico, Mara me fa senza giri di parole: “Faresti Domenica In con me?”». -All’epoca presentavi «Novantesimo Minuto». «Pensai che sta paracula de Mara se voleva impossessa’ dei dieci milioni di spettatori di Novantesimo. Presi tempo. Due giorni dopo me chiama Brando Giordani, direttore di rete. “Qui c’è ‘na bionda che te vole a tutti i costi”. Era Mara. “Le ho presentato una lista de Hollywood ma vole solo te, che devo fa Bistecco’”?». -Fu subito trionfo di ascolti. «I duetti con Mara erano naturali. Niente testo. Guai a damme un testo a me, io non so’ attore. Facevo er 40 de share con la scena del letto».-La scena del letto? «Me presentavo con la valigia, ballavo e me dimenavo. Partiva la sigla de Novantesimo e stavo già da Mara che m’aspettava sul letto, tipo Fregoli. “Che m’hai portato oggi?”. “Ecco qua bella bisteccona mia” e dalla valigia uscivano salami e reggipetti. Un successo clamoroso. Acchiappavo tutti, ero una bomba a mano. All’italiano je tocchi er letto…».-Reazioni in famiglia? «I figli non mi salutavano più. Specie il maschio, Gianluca. “Ma papà sei un grande giornalista sportivo, a scuola me prendono in giro”. Andai da Brando Giordani. “Non me la sento di continuare, me pijano tutti per culo”. “Un giornalista televisivo deve essere a 360 gradi”. Mi convinse a continuare». -Hai una figlia molto bella «Anche troppo pe fa’ la giornalista. Susanna lavora a Canale 5 e da me ha preso la grinta. Per quattro anni a Sky se sveijava alle sei de’ mattina, le hanno fatto un mazzo tale». -I colleghi della redazione sportiva? «Non mi hanno mai amato. Ero al centro delle invidie totali. Quando ho finito Novantesimo non c’avevo più una sedia, un grado, niente, tabula rasa». -Il più ostile? «Marino Bartoletti mi dichiarò guerra. Prese Mara a brutte parole. “Non finisce qui!”, col ditino alzato. Finale, cacciarono via Bartoletti. E’ dal ‘70 che sto sempre sur bidone della benzina, arrivi tu nel ‘96 e me rompi i cojioni. E namo…». -Dovevi andare all’«Isola dei famosi». «L’avevano già annunciato a Cannes. Poi presero quello magro, come se chiama, Bisio, Brosio… Me chiamò un amico regista: “Guarda che la nuova locazione è un’isola in mezzo al mare, te devi arza’ alle quattro per fare lo speech, un’ora de barca, se il mare se arza soffri l’iradiddio”. Ho fatto uno più uno e non ce so’ andato. Dovevo sta’ a stecchetto in mezzo al mare». -La segui questa nuova edizione? «Ho visto che Cecchi Paone ha fatto subito il numero da isterica».-La più grossa abbuffata della vita? «Non sono mai stato un grande mangione». -Colpo di scena. A Casa Italia durante le Olimpiadi i cuochi dovevano blindare le dispense.«Dovevo fa’ i collegamenti, il cameriere era lento, allora andavo direttamente alla fonte. Me pijavo tre, quattro piatti pe’ avvantagiamme». -Le tue telecronache viscerali sono da culto: tutto il corpo che partecipa, cuore, fegato, budella, polmoni. «Quando vedo una barca italiana, me sento là dentro. M’hanno istruito a dare le sensazioni. Non me tengo niente. Sono l’ultimo della grande generazione di telecronisti. Paolo Rosi, il più moderno degli antichi, l’eleganza di Giubilo nell’ippica, il ritmo di Adriano Dezan, i tempi televisivi di Nando Martellini. Di quelli di oggi c’è Fabio Caressa, un po’ troppo colorato, però la sensazione me la da». -La telecronaca da manuale del Galeazzi. «Quella dei fratelloni Abbagnale del’88 a Seul. In quei casi anch’io sto a rema’, arrivo col fiatone. Gli ultimi 500 metri me li faccio in piedi, non guardo più il monitor, guardo solo er bacino». >-Una volta hai detto: «questo rovescio di Lendl è una bomba al nepal». «Un’altra volta me scappò “roulotte russa”, ma sai che per anni ho trasmesso otto ore di tennis al giorno. E’ che ’sta voce gira dal ‘72». -Strangolavi i giocatori a fine partita nella tua morsa. «Mi feci chiudere dal guardiano dentro gli spogliatoi il giorno dello scudetto del Napoli. C’erano ducentocinquanta televisioni, me ritrovai solo con tutta la squadra in mutande. Il colpo di genio fu far fare a Maradona le interviste ai compagni». -Eri il preferito di Maradona. «Andavamo nei locali come lupi mannari, io, lui e Carnevale. Diego parcheggiava il Testanera addosso al muro come fosse un motorino. Le più brutte donne di Napoli erano le sue. Gli piacevano quelle alla Botero. A me invece piacciono le americane Wasp, tipo Nicole Kidman, quel bianco lì. La mora, la creola non mi richiamano l’istinto». -Mai scatenato come quando vinse lo scudetto la Lazio. «Mollai la diretta della finale di tennis al Foro Italico, quando me dissero dello scudetto. L’ultimo game andò in silenzio. Me precipitai di corsa allo stadio con un microfono in pugno. Il primo che acchiappai fu un frate». -
Prezzolini diceva che essere grassi è mancanza di educazione. «Io non mi sento un obeso. Me lo ricordano gli altri. Me ne accorgo quando m’arzo a fatica o devo prende’ un treno in corsa. Le scale le affronto come la mangusta affronta un serpente. Uno che come me ha fatto l’atleta, che da giovane era l’ira de Giove, non pensa d’ingrassare». -La dieta più feroce? «Mai fatte veramente. Per vent’anni ho magnato riso e filetto, se crea un metabolismo che appena cambi esplodi. Mia moglie magna più de me ed è magra. Non rinuncio a pane e frutta, quanto di peggio per la glicemia». -Nicola Savino fa scompisciare con le tue imitazioni. «E’ diventato miliardario. Ha messo il santino con la mio foto in camera da letto. Me ringrazia tre volte ar giorno. Certe volte, quando l’ascolto, me piego anch’io dalle risate».-
LA CARRIERA Da “Dribbling” a “Quelli che il calcio”Giampiero Galeazzi, insieme a Bruno Gentili, ogni domenica compie gli aggiornamenti sportivi a «Quelli che il calcio». E’ fresco reduce dalla finale di tennis, della Fed Cup a Mosca, dove le italiane hanno perso contro le russe. E prima ancora aveva fatto la telecronaca dei mondiali di canottaggio da Monaco. Il prossimo anno sarà inviato di punta a Pechino, per la sua decima olimpiade da giornalista (nel ‘68 aveva invece partecipato ai Giochi da sportivo, come canottiere). Laureato in statistica è stato assunto dalla Rai come giornalista sportivo. Tra le sue prime apparizioni, «Dribbling» e «Mercoledì Sport» (di cui era curatore). A partire dal ‘92 gli sono state affidate le rubriche «Cambio di campo» e «90° minuto». La consacrazione definitiva gli è arrivata con «Domenica in».

23 set

Qualcosa su di me

Cara bdp, la parola data io la mantengo sempre. Ora beccatevi tutti ste rispostone. Buona lettura e buon meme a… Le Derelitte (ehehe). Che ora è? Sono le 23:22 e ho sonno.Nome? Sempreinspiaggia.Compleanno? 30 ottobre… Tra poco, mi raccomando.Segno zodiacale? Scorpionico.Tatuaggi? Certo, disegnato da me.Piercing? No, nun m’attirano.Sei innamorato? Molto.Ti piaci interiormente? Non mi lamento.Hai già amato al punto di piangere per qualcuno? Lo feci, lo rifarò.Hai mai fatto un incidente con la macchina? Si, mentre andavo a prendere la busta paga del lavoro stagionale, anni or sono.Hai mai avuto una frattura? No e mi sto toccando di brutto.Pepsi o Coca Cola? Coca, ma quando mi sento alternativo allora la Pepsi.Whisky o vodka? Duro, molto duro rispondere, visto che non mi piace la birra e sono le due cose che trinco di solito. Quindi Jameson e vodka polacca… Liscia.Ti fidi dei tuoi amici? Prima o dopo la vodka? Si, comunque si (escluso quello stronzo che si è fatto la mia tipa il giorno del mio compleanno, chiaramente dopo il whisky).Colore preferito per l’intimo? Verde o nero.Numero preferito? 85.Tipo di musica preferita? Non il tipo di musica, ma il gruppo: Tool.Doccia o bagno? Quando posso il bagno… Non c’è paragone.Cosa odi? Odio i falsi e chi mi prende per il culo.Come ti vedi nel futuro? Molto ricco, ricchissimo e se avanza felice.Da chi hai ricevuto questo test? Da bdp, eh!Quale dei tuoi amici vive più lontano? Pablo, Montevideo.Cosa apprezzi di più in un amico? Che si preoccupi per me, anche nelle cose semplici.Chi è il più lento? ****.Cosa cambieresti della tua vita? Vorrei più alti che bassi.Sei felice? Abbastanza, ecco.Proverbio preferito? A caval donato non si guarda in bocca.Libro preferito? La fata carabina.Di cosa hai paura? Dei ragni ciccioni e pelosi (no, non è che salto sulla sedia).La prima cosa a cui pensi quando ti svegli? “Cazzo, non ne posso più di svegliarmi alle sei”.Il tuo film preferito? Ieri ho visto i Simpsons. Li adoro, mettiamola così.Se potessi essere qualcun altro, chi saresti? Dio.Cosa c’è appeso al muro della tua camera? La bandiera dell’Andalucia.Cosa c’è sotto il tuo letto? Una valigia e uno stenditoio (tipo: vado o resto?).Dove ti piacerebbe andare? Bè, in Spagna.Chi non risponderà di sicuro? E che ne so?E chi sei sicuro risponderà? Le grandissime Derelitte.Di chi vorresti leggere la risposta? Guarda, rileggerò le mie così controllo di non aver scritto cazzate.Profumo preferito? Hugo Boss.Sport preferito? Palestra pesi (no, non sono big gim).Timido o estroverso? Di solito non faccio comizi, però non sono timido.Mare o montagna? Ahahaha… Ahahah!Hai paura della morte? Tantissimo, mi caco sotto.A che ora vai a letto di solito? Appena finito di scrivere…zz..z..Cosa vuoi dire alla gente che leggerà questo post? E’ una storia di pura invenzione, ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale..Notte.Sempreinspiagga

23 set

Guarda che cielo

A volte vorrei, o forse sempre, che il cielo fosse di questo colore, come lo è in questi giorni a Trento. Terso. Anzi, vorrei pure sentire i raggi del sole che scaldano, quelli si che fanno bene. Per non parlare della sabbia… Quanto mi manca.

19 set

Una castagna matta, ma mica tanto

Attentato! Attentato! L’autunno ha attentato alla mia vita. Una mega castagna matta è piombata improvvisamente sul finestrino della mia macchina (che tra l’altro era mezzo aperto), rimbalzando poi sullo specchietto. Il fattaccio è avvenuto lungo corso tre Novembre a Trento, via coperta da queste piante, sotto le quali passa una ciclabile e una zona pedonale. A volte, passeggiando da quelle parti, mi è capitato di sentire il sibilo di qualche riccio in caduta libera. Vogliamo, come al solito, aspettare che qualcuno si faccia male? Comunque lui, Autunno, l’ha fatto a posta, ne sono convinto! Quasi mi faceva uscire di strada, ma guarda un po’ te…

17 set

Salviamo le foglie

Odio vedere le foglie morte per terra. Sono morte, portano via l’estate, puzzano, sporcano e portano malattie. Come si fa a non far cadere le foglie?

09 set

Autunno?…Tiè!

Come potete vedere, anche il mio bellissimo cactus ha aderito al M.A.B.S.
Appena ha sentito parlare di brutta stagione, si è incazzato come una iena e ha messo le corna!Questa bella pianta avrà almeno 20 anni. Ricordo di averla pagata circa 700 lire, quando ancora facevo le elementari. Bei tempi.

04 set

Proposta!


Allora, visto che il tempo stringe, ho pensato che tanto per farci notare (come aderenti al M.A.B.S. potremmo andare in giro sempre in maniche corte… A prescindere dal tempo. Almeno è un segnale, no? Qualcuno, ovunque sia, se ne accorgerà? Troppo poco? E se scegliessimo un colore?

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