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29 giu

Hanno catturato l’orsa Jurka!

La liberarono nel maggio del 2001, ieri, 28 giugno 2007, la cattura. Difficile dire se sia giusto o sbagliato averla imprigionata (ora si trova a San Romedio, in Trentino), sta di fatto che lo stesso progetto per cui era stata inserita, ovvero il “Life Ursus”, prevedeva la cattura nel caso in cui l’animale avesse dimostrato un comportamento pericoloso per l’uomo. Purtroppo, tra razzie e scorribande, lei ha causato parecchi danni, si tratta però di un caso isolato. La maggior parte dei plantigradi che gironzolano tra le montagne del Trentino e d’oltralpe sono molto più tranquilli. Oh, c’era poco da fare, le piaceva intrufolarsi per i centri abitati! Comunque nel corso degli ultimi anni, grazie a questo progetto, sono state contate 13 cucciolate per 27 piccoli orsacchiotti.
Speriamo bene.
Che fine farà? La povera Jurka non potrà tornare in libertà e men che meno verrà rispedita in Slovenia, da dove era venuta (se non sbaglio), perchè lì… Bè, perchè da quelle parti ci sono dei piani di abbattimento degli orsi, credo per quello che chiamano il “controllo della popolazione”. Insomma, l’importante è che l’orsa sia al sicuro, meglio chiusa in una zona attrezzata e controllata, che sotto il tiro di qualche cacciatore spavaldo. Bruno, il figlio di Jurka, è stato infatti ucciso dai pallettoni di un simpatico pistolero tedesco.

28 giu

Cercasi musicisti


Messaggio ai lettori suonatori-trentini…

Suoni la batteria e hai esperienza? Bene.

Ti piace l’ambiente metal? Meglio.

Magari ascolti anche gruppi tipo “A perfect circle” o “Creed”, fino ai “Queens of the stone age” e i “Kyuss” o comunque non ti dispiacciono? Ok, allora ci siamo.

Se hai voglia di suonare in quel di Trento (anche altri strumenti), fammelo sapere che ci organizziamo.

26 giu

Abbasso la censura

Se c’è una cosa che non sopporto è la censura, figuriamoci quella che riguarda le questioni morali o etiche. Eppure ci sono Paesi nel mondo che la praticano regolarmente, anche in Iran e qui addirittura con una ricompensa. Saranno, infatti, premiati coloro che denunceranno chi invia, tramite telefonino, foto o filmati giudicati (da chissà quale corte strampalata) immorali. Tanto per fare le cose formali, a comunicarlo è stato il direttore della compagnia di telecomunicazioni statale. Non oso immaginare le condanne. Pazzesco vero? Ma l’operatore che riceve le segnalazioni, quanto se la spasserà? (Dico per sdrammatizzare).

25 giu

Beati i gatti


Sono al supermercato che faccio spesa, compro cose, guardo i prezzi, faccio il cliente. Da bravo consumatore mi guardo in giro e riempio il cestino rosso (il carrello sarebbe troppo) senza lista, così, a braccio. Arrivo alla cassa, che scelgo con estrema attenzione ovvero con cassiera esperta e fila scarsa, e vedo una signora che sta mettendo sul nastro un cestello zeppo di cibo per gatti. Qui penso: – che belli i gatti, ne vorrei uno, tanto per non essere il più pigro della casa – . Le scatolette stanno per passare in cassa e la titolare della postazione… Cassiera: “Signora, sono tutte uguali?”. Signorachecomprailcibopergatti: “No, sono di cinque tipi diversi!”. C: “Ah però, allora devo passarli uno ad uno”. S: “Mica posso dargli sempre la stessa cosa? Poi se ne accorge!”. C: “bip-bip…bip-bip…sono 20 euro, grazie”. Da grande voglio fare il gatto.

23 giu

Musica italiana o straniera?

Audiocoop ha indetto una sorta di sciopero radiofonico e il senso è questo: spegnere la radio per protestare contro il poco spazio concesso dai grandi network alla musica di casa nostra. A quanto pare solo il 15% dei brani messi in onda è roba italiana. Addirittura c’è una richiesta precisa, quella di istituire delle quote di programmazione destinate agli artisti del Belpaese.Mah, che dire, le quote rosa non funzionano nemmeno in politica, perchè tradurle in musica? E’ vero che le grosse emittenti fanno opinione e un pezzo se in palinsesto ottanta volte al giorno, prima o poi ti piace, ma è anche vero che grandi artisti italiani al momento non ne vedo. Il problema principale credo sia la difficoltà di gruppi e cantanti emergenti nell’accedere a certi livelli di visibilità. I musicisti, quelli storici, hanno monopolizzato il mercato discografico, la selezione la fanno loro e si sa come vanno a finire le cose… All’italiana: io conosco quello, che conosce quello lì, allora mi ha presentato quell’altro e così via.D’accordo, spegnamo pure la radio, ma almeno andiamo a vederci un concerto, magari nella nostra città e di un gruppo che conosciamo appena. Meglio una protesta attiva.

21 giu

Mi tirano le pietre


In questi giorni non me ne va dritta una. Stavo viaggiando assorto nella mia macchina per le roventi strade di Trento, occhiale da sole, musica e finestrini aperti, quando una manciata di sassolini mi si rovescia sulla carrozzeria. Porca miseria, non c’ho più visto. Metto le quattro frecce, accosto e torno a piedi superincazzato verso il cantiere che avevo appena superato. In pratica una trivella aveva schizzato della ghiaia proprio mentre passavo. Becco un personaggio che guarda una ruspa salire su un camion (chi comanda di solito guarda, perciò…).
Io: “Scusi, dov’è il capo cantiere?”.
Capo cantiere: “Sono io”, mi fa scocciatissimo.
A quel punto gli tiro un pugno fortissimo che gli scarico addosso tutto il nervoso di sti giorni, ma all’ultimo secondo cambio idea e mi trattengo.
Io: “Mi sono appena arrivati sulla macchina una scarica di sassi partiti dalla vostra trivella” gli dico guardandolo dritto negli occhi.
Cc: “Ah, dobbiamo tirar su una rete, allora…” non era più tanto scocciato.
Io: “Non ho ancora guardato se ci sono stati danni, però so di aver sentito tipo una grandinata”, nel frattempo mi segue verso l’auto…
Cc: “Si, comunque non potevano essere grossi i sassi” (una pezza idiota).
Io: “Mica tanto” gli rispondo indicandogli una bella noce sporca di terra in mezzo alla strada e aggiungo “comunque il mio passeggero aveva il finestrino aperto e poteva finire male”.
Cc: “…”, intanto fa i raggi x alla mia macchina …E io pure.
Io: “Va bè, non mi pare ci siano graffi, comunque fate attenzione”, a quel punto volevo solo andarmene.
Cc: “Eh adesso mettiamo subito la rete, grazie e scusa!”, sembrava mortificato.

Che faccio, vado a piedi e non se ne parla più?

20 giu

Santi al volante

Ho fretta, esco dal lavoro, vado verso la macchina, controllo di non avere multe, non ne ho e mi immetto nel traffico di Trento. Entro, accendo e parto. Mi lancio verso via Rosmini, non vado nè troppo forte nè troppo piano, vado. Già penso a quello che farò appena uscito dalla macchina, piena di sole cocente, e a quello che farò quando ritornerò al volante. Resto comunque concentrato nella guida, quando… Una Punto bianca mi taglia improvvisamente la strada e mi fa inchiodare di colpo. Di quì le bestemmie, gli insulti, i gestacci e le maledizioni. Guardo un po’ meglio all’interno della Punto e noto un rosario appeso allo specchieto: il mio aggressore stradale era una suora. Quasi bestemmio di nuovo.

18 giu

Raccontami una favola


Metti che un giorni incontri una favola? Che cosa fai poi se non ti piace il finale? La lasci andare? Intanto tutto comincia, i giorni ti trascorrono sulla pelle, le stagioni segnano gli umori e anche senza il sole, a volte, vedi la luce. Ma domani? Eeeh, il domani, quello spaventa sempre, perchè alla fine… Ognuno vuole la sua, di favola. Ma io che faccio allora? Lo so io che faccio, cambio la mia storia e mi tengo stretta quella che ho incontrato. Perchè a volte ne vale la pena o forse perchè si hanno troppe pretese oppure senza un perchè. Una cosa soltanto la pretendo: il lieto fine. Sbaglio? Non importa.

15 giu

Clacson e baci


Uscita strana l’altra sera, ma in buona compagnia, si va in un locale nuovo, un po’ piccolo, ma pieno di luci, con tanta musica e bella gente. Era da tempo che volevo uscire con lei e finalmente avrei potuto scoprire che cosa mi avrebbe riservato una serata con questa meravigliosa creatura. Arrivano i cocktails, le sigarette fuori, le risate, le sputtanate sui personaggi del locale e arriva anche quell’atmosfera che non capita tutti i giorni. Un’intesa strana, un po’ complice. Le ore passano, le cose in comune si scoprono e non finiscono, gli sguardi sono sempre più intensi, le mani sono sulle mani e il pensiero di un bacio è sempre più forte, specie quando sento il profumo dei suoi capelli. Il tempo però comincia a stringere e la serata, purtroppo, si sta per concludere. Usciamo dal locale, ci avviamo verso le macchine (lei era con la sua) e quello che avevamo covato tra drink e parole stava per venire allo scoperto. Ci avviciniamo, tanto da sentire il nostro respiro, gli occhi cominciano a chiudersi e…
BIIIIIIII BII BII!! Un clacson interrompe il nostro bacio. Cacchio.
“Ehi, che ci fai da queste parti?” Tre suoi amici dementi che a quanto pare erano stupidi di vederla da quelle parti…
“Un gomitolo di cazzi vostri no, eh?” avrei voluto dirgli…
Lei, imbarazzata, li ha salutati e a modo suo mandati a quel paese.
A quel punto la magia, spaventata da un cazzo di clacson, se n’era andata e noi, quasi fosse un segno del destino, ci siamo salutati senza baci nè troppe smancerie. Eppure non credo nel destino.

14 giu

Il mondo ci ascolta


”L’Italia oggi è il terzo esportatore mondiale di musica, dopo gli Usa e la Gran Bretagna” ha detto Milos Budin, sottosegretario al Commercio Internazionale.

Davvero?

La notizia è piuttosto curiosa, volete dirmi che Ramazzotti, Bocelli, Pavarotti, Pausini, Ferro, Nek e tutta la compagnia bella che canta pure in lingua straniera, ci ha portato al terzo posto e per di più sopra Stati Uniti e Uk? Oppure veramente tutti vogliono i nostri cd, la nostra musica, con la disastrosa situazione discografica del nostro Paese?

E poi qualcuno mi sa spiegare… In che senso “esportare” musica?

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