Cellulare al volante
Proprio ieri mattina scorazzavo in macchina per le vie del centro della bella Trento e partendo da uno stop mi è capitato di vedere un’auto della polizia con a bordo due agenti, però quello alla guida era al volante con una sola mano, mentre con l’altra era probabilmente impegnato in una simpatica conversazione al cellulare, visto che sotto i suoi occhiali da sole se la rideva di gusto.Ma ti pare? Dirlo sarà banale, ma non dovrebbero essere loro i primi a dare il cosiddetto buon esempio? Non mi venga a dire che era impegnato in una telefonata di servizio o altro, anche perchè loro al posto dell’autoradio hanno giusto una bella radiomobile. Ad ogni modo a questa cosa sono piuttosto sensibile, visti i miei “precedenti”…Da circa una settimana, forse meno, era entrata in vigore la patente a punti. In quella mattinata d’inizio estate mi trovavo fermo al mega incrocio di via Gattamelata a Padova, a bordo della macchina che il mio ex-suocero chiamava (a ragione) “cadavere”. Dovevo passare a prendere un’amica per tornare verso Trento. Sono in coda al semaforo sulla corsia per svoltare a sinistra. In quel momento scatta il verde e suona il cellulare… “Oddio, che faccio, rispondo?”… “Ma si, sono ancora fermo, poi sarà la tipa che mi chiede dove sono. Il tempo di dirle che son a duecento metri da casa sua e metto giù”.Rispondo, comincio a parlare e nello stesso istante incrocio lo sguardo di una pattuglia di vigili urbani in moto, fermi sull’altro lato della strada.”Cacchio, i Cips, sono fregato”.Faccio finta di sistemarmi i capelli (ero rapato quasi a zero) e lascio cadere il cellulare dietro di me. Nello specchietto retrovisore non vedo segnali d’inseguimento e penso di essermi salvato, svolto nella stradina dove mi sta aspettando la mia amica, spengo il motore e… Mi si affianca il centauro bianco blu.”Patente e libretto” mi dice con fare da Terminator.”Eccole qua” rispondo in tono fanciullesco.”Sa che secondo il codice j432jl342l42lk lei è in contravvenzione e le saranno decurtati 5 punti dalla patente?”.”Perchè?” rispondo scivolando clamorosamente sugli specchi.”Era al volante e stava parlando al cellulare” mi fa seccamente.”Ma no, io ero fermo, non stavo mica guidando”.”Mi spiace, lei è in contravvenzione”.Nulla da fare, poi ho anche provato a commuoverlo visto che ero studente e non è che avevo tutta questa disponibilità economica… Ed era vero!Dopo essere almeno riuscito a fargli venire qualche dubbio sul buon senso della sua azione, a rovinare tutto è arrivato l’altro collega, credo Ponciarello, che in pochi secondi ha annientato ogni spiraglio di pietà nella coscienza del suo compare. 5 punti e non so quanti euro: me li sono ciucciati tutti. Per il resto della giornata, compreso il viaggio con a fianco la mia amica mortificata (povera), non ho fatto altro che notare gente al volante con il cellulare in mano. Mannaggia, mannaggia. Che faccio la prossima volta che vedo un agente al telefono mentre guida? Gli dico che è in contravvenzione?
RSS Feed
Oh, ritrovato…
Cambiato indirizzo, eh?
Ciao Callista! Si, si, cambiato identità!
Te lo dico io, se vuoi. 27 Dicembre 2005. In città non c’era praticamente nessuno. Squillo di cellulare che si traduce nell’augurio da parte di un un vecchio amico. Mi fermano i vigili urbani, che mia madre chiama amorevolmente “I deficienti”. La contravvenzione all’art. 173, cc. 8 e 9 si traduce, per noi comuni mortali, in 5 punti e 68.25 eurini di multa. Ho concluso la conversazione con una domanda: “Passato delle brutte feste, vero!?” Enjoy! Marci
Ciao Marci, benvenuto nel club! …Guarda, ogni volta che li vedo mi viene il nervoso.