Can che abbaia non morde
E quello che sta zitto?
La maggior parte delle persone, quando incappa in spiacevoli episodi, tipo automobilisti imbecilli o ragazzini impertinenti, lascia perdere. Spesso la gente si gira dall’altra parte e fa finta di nulla, ma tra questi ci sono quelli che sono assolutamente pacifici e piuttosto che stressarsi per litigare si taglierebbero una mano, quelli che hanno paura, non vogliono rogne e inghiottono il rospo e infine ci sono quelli che aspettano “la volta buona” per vendicarsi. Io sono tra questi ultimi.
Iniziamo con un argomento che per sua natura è insopportabile: il traffico.La maggior parte dello stress cittadino credo derivi dal traffico urbano. Il tutto comincia ovviamente la mattina, si monta in macchina e si parte con le manovre per uscire da garage impossibili o da posteggi improbabili. La seconda fase è quella del traffico vivo, tra semafori imponenti, auto in competizione, scooter che sorpassano a destra, autobus che non rispettano le precedenze e poi ci sono anche loro… i paladini delle strade, i vigili urbani. Passato il trauma della giungla d’asfalto si passa alla ricerca selvaggia del parcheggio. Non avete mai fatto le corse all’ultimo posteggio? Quelle accelerate con un che di fantozziano, che normalmente si concludono con il macchinone che ti frega il posto. No? Buon per voi. Ad ogni modo, per non dilungarmi troppo, un episodio che resterà per sempre tra i miei migliori ricordi è quello a cui ho assistito nei pressi del lago di Caldonazzo. Era estate, stavo andando a trovare dei miei amici e come al solito ero in ritardo. Per fortuna non c’era molto traffico e quindi stavo procedendo ad una buona velocità. A un certo punto mi trovo davanti una Golf blu e fin qui tutto è normale, ma improvvisamente il tipo che avevo davanti si pianta in mezzo alla strada. No, non ha accostato, non stava facendo passare nessuno, nei paraggi non c’erano passaggi pedonali o semafori… Stava semplicemente rispondendo al telefonino. Io non ci vedevo più, non sapevo come dargli più fastidio, al che ho cominciato a strombazzare il clacson, ma lui imperterrito continuava nella sua urgentissima telefonata. Nulla da fare e siccome ero in ritardo ho dovuto lasciare il ring e ritirarmi… di fronte alla sua imbecillità.
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Toh, finalmente un altro blogger trentino… Benvenuto!
Oh, grazie Callista… Il primo commento. Che bello.